FlatNuke — news 3º trimestre 2006

iPod nano

29 settembre 2006
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l'ho preso ... 99€ ... e' stato il mio regalo di natale ...

Era il "sottocosto" di euronics ... ed eccomi a prendere uno dei 2000 iPod nano che erano rimasti in tutta Italia ...

e' vero ... e' solo quella da 1Gb ... ma tanto a me 240 mp3 bastano e avanzano ... tanto uso i lettori di musica portatili ... amo molto di piu' guardarmi intorno e parlare con la gente quando viaggio ... ma tant'e' ...

questo mio ritorno ad un prodotto con la mela dopo 10 anni mi fa impressione ...

mi ha fatto voglia di avere un Mac ... chissa' ... forse un futuro non molto lontano ... o un sony-vaio o un Mac ... vedremo ...

certo e' che e' bellissimo ... molto elegante ... ero indeciso se prenderlo nero o bianco ...

nero e' molto particolare ma un apple e' bianco per definizione ... ed allora via a quello bianco! ;)

Vabbe' ... adesso lo mettiamo a regime dopo 24h di testing ...

mamma mia ... potevo mai non aprilo subito?
e' gia' tanto che abbia aspettato a dopo pranzo ... ;)

vabbe', ciao!

Aggiornato alla 2.5.8

26 settembre 2006
il gruppo di Flatnuke, il CMS su ci si basa questo sito, ha finalmente rilasciato la nuova versione stabile, la 2.5.8 ... ed io l'ho subito applicata ...

e' ancora in fase di test su queste pagine ma credo che vada bene ...

grazie FLATNUKE ... ;)

Soru, De Luca e un po' di persone cosi'

21 settembre 2006
Ecco di cosa avrebbe bisogno l'Italia ... di persone di Sinistra che non siano cresciute negli apparati di partito ...

Di persone lontane da quell'ottica della Politica ... persone che non hanno paura di rompere le palle anche ai propri quando la situazione lo richiede ...

INNOVATORI ... ecco di cosa avrebbe bisogno l'Italia ...

non ci comunisti, ne di socialisti ... ma di persone liberi da certi schiemi mentali, culturali ...

persone che si rendano conto di quello che succede loro intorno ... e che non abbiano paura di dirlo ...

persone che non uniso una certa, pomposa, autoreferenziale, retorica di partito che impedisce di dire che gli immigrati clandestini sono un male, che i CPT sono l'unica soluzione attuabile allo stato delle cose e che non sono dei lager ...

persone che non sono corrotte ...

PERSONE LIBERE NELLO SPIRITO ... e libere, soprattutto, di amare la loro terra, la loro gente, la loro nazione

Mio malgrado ce ne sono poche ... ma ci sono e questo mi fa ben sperare ...
Persone cosi' sono Renato Soru che e' capace di rimodernare l'Italia a partire dalla Saregna ...

Persone come De Luca, il sindaco di Salerno, che non ha ppaura, per esempio, di dotare di manganlli la PM per proteggerli dalle aggrassioni dei delinquenti (siano essi immigrati o non), che non ha paura di sfidare il suo stesso partito per amore della sua citta' ...

vabbe '...
la cosa e' lunga, adesso devo andare ... a presto

Finalmente l'ADSL a Calvi

16 settembre 2006
Signori ... ieri un mio amico ha ricevuto una chiamata dalla Telecom ... gli chiedevano se voleva attivare una offerta ADSL ...

mi sono incuriosito ... ho fatto una breve ricerca su internet ...

beh, anche se non e' ancora coperto tutto il territorio caleno ... almeno qualcosa si sta muovendo ...

speriamo bene ...

anche se io non so se mi conviene metterla ... ISDN, commutatori telefonici sulla linea ... tutti nemici dell'adsl ... vedremo, vedremo!

Grazie Oriana

16 settembre 2006
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Thanks Oriana ...

(continua...)
Oriana Fallaci studiava. Si documentava su ogni cosa con precisione meticolosa. Prima di incontrare i potenti della Terra da scorticare in duelli all’ultimo sangue, Oriana si preparava con ossessione quasi maniacale sull’interlocutore destinato al sacrificio dell’intervista.
Oriana Fallaci studiava e studiava. Chi fraintende l’essenza del fallacismo, riducendolo allo stereotipo del testimone impressionistico, del temerario inviato di guerra che stila il suo resoconto tra rombi di elicottero e fiumi di sangue, non ha nemmeno idea di quanto, e con quanta voracità, Oriana Fallaci studiasse e sudasse sulle carte. Nel suo Insciallah Oriana fa dire al personaggio del Professore: «Dietro ogni bagno di sangue chiamato rivoluzione c’è un libro, dietro ogni insania costituzionalizzata c’è un libro, dietro ogni violenza collettiva c’è un libro». Nel «secolo delle idee assassine», come lo ha definito Robert Conquest, Oriana Fallaci si consacrò alla descrizione degli assassini. Ma conosceva benissimo i teoremi e i deliri che, attraverso le pagine dei libri, incendiavano la mente dei grandi assassini della Storia. Altro che impressionismo. Oriana Fallaci non conosceva limiti. Si era gettata con tutta se stessa nell’avventura di giovane staffetta partigiana e nei suoi primi passi di giornalista a Firenze.
E si spese tutta intera nella stesura della sua ultima Apocalisse, ben sessant’anni dopo. Era totalizzante, intransigente, incapace di mediazioni e sfumature: viveva di assoluti. Aveva un carattere impossibile, ed è a questo eccesso temperamentale che viene imputata l’oceanica quantità di odi, rancori, ripulse velenose che ha nutrito l’esercito dei suoi innumerevoli detrattori, a ogni passo della sua carriera. Invece no, l’hanno sempre odiata, derisa, vilipesa perché Oriana era sola e voleva disperatamente restare sola e non farsi irretire dalle sirene dell’irreggimentazione culturale. È vero, c’era qualcosa di straordinariamente conturbante nella sua assoluta mancanza di senso del limite. Aveva la civetteria di dire che il suo direttore preferito era stato Franco Di Bella, perché quando Oriana arrivò a tarda ora nella redazione del Corriere con in mano la fluviale intervista all’ayatollah Khomeini, Di Bella non esitò un secondo a smantellare il giornale già impaginato per dare il massimo di luminosità (e di pagine) al grande scoop. Certo, solo con un gesto di così incondizionata venerazione si poteva far ingresso nell’empireo dei suoi direttori preferiti. Ma Oriana Fallaci era la più brava, la più tradotta, la più conosciuta nel mondo. Era lei che aggiungeva lustro a una testata prestigiosa come l’Europeo.
C’era lei a descrivere in modo impareggiabile il massacro di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico, anno 1968, nella più cruenta delle vigilie olimpiche, quando fu ferita e la volevano portare all’obitorio perché sembrava morta. Andò a raccontare la guerra del Vietnam, tornandone come una delle reporter più famose del pianeta. Di quell’esperienza volle fissare «la grande emozione » in un libro, Niente e così sia, che seminò rotture e risentimenti nella comunità degli inviati in Vietnam. Andò come sarebbe sempre andata con i libri della Fallaci: il pubblico lo apprezzò, la suscettibile tribù dei giornalisti lo mise in isolamento, o lo dileggiò (e Giorgio Bocca chiamòOriana «Oliala»). Fu lei, in un incontro memorabile poi pubblicato in uno dei capitoli centrali della sua Intervista con la Storia, a far infuriare Henry Kissinger, il quale poi confessò che avrebbe voluto spaccarle il naso, a quella giornalista impertinente. Fu lei a narrare la celebre scena (una trovata letteraria geniale) del chador provocatoriamente gettato via al cospetto di un Khomeini allibito.Oa far capire al mondo l’irriducibilità del conflitto israeliano-palestinese attraverso i ritratti di Golda Meir e Yasser Arafat.
Il curriculum invidiabile di una scrittrice che amava la scrittura senza la leziosità degli scrittori alla moda e una giornalista che in cuor suo detestava, ricambiata, i salamelecchi delle liturgie giornalistiche. Oriana Fallaci era una donna. Una donna molto difficile. Uno dei suoi primi libri si intitolava Il sesso inutile.Ma tra le sue battaglie c’era anche quella della donna combattente immersa in un ambiente dove l’esser donna non solo è inutile, ma anche sciaguratamente dannoso: «Quando sei una donna, devi combattere di più». Quando Camilla Cederna tornò dalla Cina di Maoe scrisse estatica che nel paradiso della rivoluzione culturale non c’erano ladri né prostitute perché l’uomo nuovo maoista era buono e finalmente riconciliato con i ritmi della natura, Oriana Fallaci non si risparmiò nel colpire la celebre collega con una delle sue furenti invettive. Il mondo dei giornali, vedendo le due donne accapigliarsi, si divertì come davanti a una lite tra comari.
Il conflitto serio, quello non lo presero in considerazione. Ma alcuni accolsero sarcasticamente persino la storia di Alekos Panagulis, Un uomo (1979), insinuando e motteggiando che l’uomo in questione non fosse lui, ma lei. E non capirono, o le lessero come una parentesi divagatoria e intimistica, le pagine di Lettera a un bambino mai nato, il monologo che Oriana Fallaci aveva dedicato al (suo) dramma della maternità. Abortisti e antiabortisti se lo contesero, sebbene lei volesse sfuggire alla contesa. E non venne colto il filo segreto che congiungeva due libri tanto diversi e che invece si sarebbe imposto con evidenza, se solo non si fosse ignorato quel che pure Oriana Fallaci ha argomentato tante volte: «Ciò che davvero mi spinge a scrivere è lamia ossessione per la morte ». Oriana Fallaci, fiorentina ostinatamente innamorata di Firenze, aveva scelto New York come patria d’elezione. Unoceano di distanza, però, che non riusciva ad attutire l’eco di un’ostilità persistente e pregiudiziale diffusa in Italia come una malattia contagiosa.
La rabbia e l’orgoglio non c’entra, perché quel grumo risentito e antipatizzante per partito preso datava da molto, molto tempo prima che gli aerei dell’11 settembre devastassero le Torri gemelle e le vite di chi ci stava dentro, in quel mattino che cambiò il mondo e la Storia. Insciallah era uscito nel 1990, lo «scontro di civiltà» era lontano e la scrittura di Oriana Fallaci si scioglieva ancora lungo un registro narrativo in cui la «rabbia » sembrava un sentimento trattenuto e non straripante. Eppure l’autrice (anzi, per l’esattezza e per rispetto della sua testarda determinazione, lei scrisse «l’autore ») volle introdurre il romanzo dedicando «questa sua fatica ai quattrocento sol dati americani e francesi trucidati nel massacro di Beirut dalla setta Figli di Dio». Quel che c’era da vedere, nella prefigurazione dell’offensiva fondamentalista dell’islamismo, si poteva vedere anche con un certo, discreto anticipo. Bastava studiare, come faceva lei, e soprattutto non lasciarsi offuscare dal pregiudizio.
Eppure anche allora si radunò compatto il partito anti-Fallaci, variegato, multiforme, ma abilissimo nel fiutare le orme della Nemica, dell’Orchessa così volgarmente odiata da uno scrittore come Tahar Ben Jelloun da fargli dire che ogni riga fallaciana avesse origine in realtà da un irrisolto rapporto con «l’uomo». Nacque ben prima dell’11 settembre l’antifallacismo di maniera, che avrebbe voluto vedere la Fallaci scomparire dalla faccia della terra, ma che, senza volersi accorgere del paradosso, sull’icona negativa della Fallaci ha campato parassitariamente per anni. Anzi, in taluni casi, visto che il conformismo è molto remunerativo, per decenni. Oriana Fallaci era pugnace, ostinata, puntigliosa, litigiosa.
Chi l’ha conosciuta, e riusciva a entrare anche solo per poco nel cerchio magico della sua confidenza, poteva trovare in lei improvvisamente, e del tutto inaspettatamente, squarci di tenerezza che si imprimono nella memoria comemomenti fugaci prima della sua inesorabile esplosione d’ira, troppo totalitaria per non annientare ogni spiraglio di comunicazione con l’interlocutore. Amava l’omaggio galante di un mazzo di fiori, ma la sua indignazione non conosceva confini se malauguratamente si fosse trattato dei fiori sbagliati. Fumando senza tregua, anche quando il cancro sembrava mangiarsela rendendola sempre più sottile, era capace di scuotere chi gli stava di fronte con una corrente di emozione travolgente.
Ma solo se eri in grado di guadagnarti la sua fiducia. Se invece non ti dimostravi all’altezza, lei poteva annichilire tutto ciò che era stato raggiunto un attimo prima. Oriana Fallaci si sentiva braccata, odiata, vittima di un furore inspiegabile con le consuete categorie della diversità ideologica e della lontananza culturale. Ma si sentiva anche orgogliosa del fedele popolo di lettori che negli ultimi anni ne aveva fatto un idolo amatissimo. «Ho dato voce a tanta gente che non ne aveva», usava dire senza saper celare un moto di fierezza. «Non mi interessano i critici. Sono quasi sempre scrittori falliti e, di conseguenza, invidiosi e gelosi di chi scrive», scrisse replicando a uno degli attacchi più duri e violenti. Non era vero, rimuginava su ogni parola scagliata dai critici astiosi.
E se ne addolorava, malgrado il successo mondiale dei suoi libri, in tutte le lingue. «Su ogni esperienza personale lascio brandelli d’anima»: non è retorica letteraria, era la sua vita.

di Pierluigi Battista
16 settembre 2006

Fonte: Corriere.it

Fottuti figli di Allah

16 settembre 2006
i figli di Allah ci "intimano" di scusarci con loro per le parole del Ponefice ...

I Talebani e il leader iraniano ci dicono che dobbiam vergognarci ...

ma vaffanculo!!!

vaffanculo con tutto il mio cuore ...

si potrebbero dire mille e mille cose ... ma il miglior disperezzo e' il silenzio ... silenzio che alle volte e' piu' efficace di mille parole ...

in che veste, con quale autorita', voi, cultori della morte, potete venire e parlarci di rispetto? con quale faccia tosta?

e' vero ... "non tutti i mussulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono mussulmani"
sante parole ...+

quelli indignati dovremmo esser noi ... non certo loro!!!

vabbe' ... concludo qui ... senno' poi dico cose di cui potrei dispiacermi ... non certo pentirmi, quello no, MAI ...

Enti inutili

13 settembre 2006
Finalmente e' arrivato anche al grande pubblico lo scandalo degli enti del "para-stato" ...

vi chiederete: "che sono?"
io chiamo "para-stato" tutti quegli enti, tutte quelle cariche che servono a tenere defilati, in "panchina" o a dare il contentino a tutti quei politici o pseudo tali che, in ogni caso, gestiscono un bacino di voti ma che non sono piu' "usabili" in prima linea ...

ed il nostro Paese ne e' pieno ... si va dalla CRI alla "Cassa conguaglio zucchero" ....

enti inutili che, tuttavia, hanno un loro organico che deve esser pagato ...

insomma, un modo come un altro per avere dei panchinari di cui ci si puo' sempre fidare perche' dai da loro si, anche da vivere, ma SPECIALMENTE "DA COMANDARE" ... e si sa, come dice il grande vecchio della politica Italiana, "Il potere logora chi non ce l'ha!" ...

e si sa anche che l'Italia e' piena di "caporali" che vogliono avere un titolo, per quando insulso ed insignificante esso sia ...

la magia della politica!!!?
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Autore: Mattia Feltri (www.lastampa.it)

ROMA - In Italia esiste un ente creato apposta per sopprimere gli enti inutili. Si chiama Iged - Ispettorato generale per la liquidazione di enti disciolti - e da cinquant’anni esatti fa il suo sporco lavoro con apparente calma. I primi seicento enti inutili furono dichiarati tali nel 1956. Nel tempo se ne sono aggiunti fino a un totale di ottocentoventisette. L’Iged è riuscito a chiuderne settecentouno. Gliene restano centoventisei, più altri dodici commissariati per gravi pendenze economiche. Totale: centotrentotto. Anzi, centotrentanove. Il centotrentanovesimo è proprio l’Iged, la cui inutilità è stata stabilita nel 2002. Da allora l’Iged è faticosamente impegnato nella liquidazione di se stesso, e per chi si fosse perso per strada, il riassunto è il seguente: l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile.

Ogni governo di cui si abbia memoria si è solennemente assunto l’incarico di ingaggiare una guerra senza quartiere agli sprechi. Il grido di battaglia è il medesimo per tutti: ora basta, risolviamo il problema degli enti inutili. Questi ormai mitologici enti inutili sono soprattutto eredità del Ventennio fascista, moltiplicati dalla mania corporativistica. L’esempio più clamoroso, che non c’entra con le corporazioni ma con il fascio sì, è la Lati, le Linee aeree transcontinentali italiane. Venne fondata da Benito Mussolini su imbeccata di Italo Balbo, aviatore provetto. La Lati venne inserita nell’elenco dei seicento enti inutili stilato nel 1956. Ma mezzo secolo più tardi la liquidazione non è ancora conclusa. Si comincerà dunque a capire perché l’ente che elimina gli enti inutili è un ente inutile.

E non solo: anche costoso. Uno studio della Confesercenti dello scorso anno rilevò che l’Iged, con quattordici uffici, quattordici dirigenti e un centinaio di funzionari costava allo stato una cinquantina di milioni di euro (cento miliardi di lire) l’anno. Erano più o meno i numeri di cui venne in possesso nel 2002 il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, allorché intraprese la solita guerra. La soluzione finale scelta da Tremonti fu quella di constatare l’inutilità, se non la dannosità, dell’Iged. Le numerose pratiche ancora aperte dovevano passare alla Fintecna, società esterna controllata dallo Stato. Ma l’Iged procede con i tempi che le sono riconosciuti. Per ora ha cancellato quattro dei suoi quattordici uffici e quindi, per chi si fosse di nuovo perso per strada, il secondo riassunto è il seguente: l’ente inutile che non riesce a eliminare gli enti inutili non riesce come ovvio a eliminare se stesso.

Chiunque si immagina che in queste decine di enti inutili lavorino decrepiti impiegati con la visiera, che aggiornano regi decreti contenuti in faldoni polverosi e trascorrono le giornate nei seminterrati dei ministeri. E il ventisette del mese ricevono la busta paga. Non è così. Gli enti inutili non hanno dipendenti, e non hanno sedi. Perlomeno non hanno sedi funzionanti. Se non si riesce a liquidarli in certi casi dipende proprio dal fatto che si deve decidere una nuova destinazione della sede stessa, oppure la sua vendita a privati, chiamata in burocratese «cartolarizzazione».

A impedire la liquidazione definitiva (l’uso dell’aggettivo «definitiva» sarebbe altrove inutile come gli enti in questione) sono sempre cavilli, pendenze, posizioni pensionistiche da definire. Vale la pena di ritirare in ballo la vicenda della Lati - le linee aeree di Balbo destinate a collegare l’Italia col Sudamerica - perché è esemplare. La Lati continua a esistere, senza sede e senza dipendenti, dal momento che rimane in piedi un’allucinante vertenza col governo brasiliano a proposito di un terreno del valore di circa quindicimila euro. Non si riesce a stabilire a chi appartenga il terreno, se a noi o al Brasile, e la Lati sopravvive.

Nell’ultima relazione trimestrale della Fintecna (che cerca poco a poco di sostituire l’Iged), del 30 giugno 2006, è riportata la vicenda dell’«Encc», il misterioso «Ente nazionale carta e cellulosa», da undici anni in attesa di sepoltura. Un avvocato, però, reclama parcelle arretrate per la somma di ventuno milioni di euro, quaranta miliardi di lire, e le esequie non si celebrano. L’Istituto «Bruno Leoni» di Torino ha recentemente illustrato la vicenda dell’Onpi, l’Opera nazionale pensionati d’Italia. Anch’essa è in liquidazione e anch’essa resiste per via di alcune posizioni previdenziali rimaste in sospeso. Questo non impedisce allo Stato di cancellare in «contributo ex Onpi», una trattenuta mensile «su ciascun rateo di pensione» di un centesimo di euro, riconversione delle precedenti venti lire. I nostri pensionati, per spiegarci, ogni anno versano tredici centesimi (dodici mensilità più tredicesima) all’ex Onpi per un totale annuo di due milioni e mezzo di euro, poi girati all’erario.

Il casino è totale. Decifrando le carte dell’ispettorato, si arriva a capire che l’Inpdap avanza crediti dall’ex Enpas, il quale ex Enpas ne vantava a sua volta dall’ex Enpdedp, che non è un partito di minoranza ma l’(inutile) «Ente nazionale di previdenza dei dipendenti da enti di diritto pubblico». Però, secondo l’Enpas, l’Enpdedp ha già versato 3 milioni e 200 mila euro, mentre l’Enpdedp sostiene di averne versati 15 milioni e 700 mila. Se al garbuglio si aggiunge che, sempre stando ai calcoli della Fintecna, «la definizione delle pratiche del personale degli enti in liquidazione potrebbe comportare oneri... stimati in circa 370 milioni di euro», si comincia a capire la ragione per la quale in Italia esistono ancora la «Cassa conguaglio zucchero» e l’«Orfanotrofio militare di Napoli».

MI sono fatto vecchio ...

13 settembre 2006
Era un po' che mi ci sentivo ... ma credevo fosse una mia impressione ...

poi, un po' alla volta i segni: piccoli dolorini (vabbe' lo so che sono chiatto ... ma che cazzo ... non mi ha MAI fatto male niente!!!), i capelli bianchi che mi trovo' la Rossella, i capelli che sto perdendo (e che non mi frega un cazzo ...)

ma oggi ho avuto la prova del 9!

in giro sul web ho scovato quella suoneria per cell che sentono solo i ragazzini ...

in pratica una suoneria che emette suoni a 15kHz ...

l'ho messa sul cell e sono partito, destinazione CRI, riunione di gruppo ...
I pionieri sono la parte giovane della croce rossa ... tutti piccolini ... quale banco di prova migliore ...

in macchina l'ho provata ... non sentivo nulla ... e gia' li la mia tristezza ...

poi durante la riunione ho attivato sta cosa ... TUTTI, DICO TUTTI i ragazzi si sono girati chiedendo che cazzo fosse quel suono ... ED IO NULLA ... NON SENTIVO NULLA ...

ho provato ancora ed ancora ... io nulla e tutti che si giravano infastididi ..."ma che e' sto fischio ... io lo sento nettissimo ..." ed i nulla ... ;(

ho spiegato loro, da bravo istruttore, l'arcano ... e mi sono convito ... mi sono messo rattristito un pochetto di questo ... :(
STO INVECCHIANDO ...

e qui partirebbero una marea di discori ... ma non e' questo il momento ... ho sonno ... ;)

singh ... ;(

fa nulla ... ;) speriamo bene ...

buona notte a tutti

Ragazzi buona fortuna!

29 agosto 2006

E' fatta ... i nostri ragazzi ... ragazzi che hanno la mia eta' o anche meno sono partiti ... e mentre io sono qui davanti ad un pc a scrivervi loro sono in viaggio per una missione sul filo di lama ...

Ovvio, sono militari ... son li a fare quello che hanno scelto, sono addestrati e preparati ... e per questo non sono eroi ... sono "solo" militari ... vanno li a fare il LORO LAVORO!!

Ed e' per questo che vanno rispettati ..

A loro (a tutti gli uomini della FFAA che sono in missione all'estero) ed in paritcolare, a coloro che sono adesso in alto mare per la missione "Leonte", auguro buona fortuna ... signori, attenti ... tornate a casa ... TUTTI!

Non e' la prima volta che amiei Amici partono per zone "calde" ... sono stati in Afganistan, Iraq, Bosnia ... ma adesso, non so perche', ho un presentimento strano .... diverso da quello che avevo quando son partiti per l'Iraq, per esempio ...

Signori ... attenti, ripeto, ATTENTI ...

Che cazzo ce ne facciamo di una medaglia quando non abbiam nessun petto su cui appuntarla?

ATTENTI!

Commenti

un lettore · 3 settembre 2006

in bocca al lupo a tutti!!!!!!grazie mario per questo punto di ritrovo

un lettore · 5 settembre 2006

Grazie a te per il commento ... anche se non so chi sei ... mi fa piacere che ti piaccia! ;)

UNIFI compiacenti?

28 agosto 2006

Oggi guardando un servizio al TG1 sono rimasto del tutto senza parole quando ho visto le immagini!

Praticamente mostrava un bunker del PARTITO DI DIO che aveva una delle entrate/uscite a NON PIU' DI 20M DA UNA TORRETTA CORAZZATA DI UNA BASE UNIFI!!

Non e' possibile che tu fanno un bunker sotto gli occhi e tu non ti accorgi di nulla ... a meno che non abbia avuto ordini ben precisi ...

ed allora mi chiedo: 

Non e' che il comando francese delle forze ONU nel sud del libano avesse dato direttive precise di "nicchiare" su certe cose (se non proprio di aperto avvalemento)?

Non e' che gli "errori" e gli "effetti collaterali" come gi attacchi delle forze armate con la stella di David agli uomini con i caschi blu non siano poi cosi' "erronei"?

Non e' che sara' per questo che le parti in causa cercano, a sentire i media, di cambiare la leadeship delle forze UN impiegate in quello scenario preferendo l'Italia alla Francia?

Che soggetti pero' i Francesi, vero?
Non erano disposti ad inviare altre truppe ... poi quando si son resi conto che la loro "grandeur" sarebbe stata mortificata da quel popolo "inferiore" che sono gli Italiani hanno deiciso di inviare altri uomini e di chiedere la leadership ...

Tuttavia, e qui non si puo' che prenderne atto, sono capaci di resistere piu' di altri a colonizzazioni culturali grazie alla loro "stronzaggine" ed al loro "assordo ed antistorico" scivinismo ...

Bah ... voi che ne pensate? 

10.500.000,00 USD

26 agosto 2006

Eh eh eh ... guardate al ritorno dalle vacanze cosa ho trovato in una delle mie mailbox ... eh eh eh eh sto ancora ridendo! ;)

 


 

DEAREST ONE,


SEND URGENTLY REPLT TO ([e-mail omessa] )



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YOURS SWEET HEART,
MARY KANE.
Ma secondo voi ... e' mail possibile che ci siano persone che ci credono ... ma come si fa ... DAIIIIIIIIIIIIIIIII ;)

Buone Ferie

4 agosto 2006

Signori ...

da domani parto ... mi faccio prima una brevissima capatina a Sibari (Cs) dove ho la casa ... tre gg giusto per prendere un po' di colore ...

Poi il 9 prendo il largo ... destinazione: Badesi (Ss) ...

Saro' li fino al 25 ... ragion per cui vi auguro di cuore BUONE VACANZE!!

10 regole per la salute del tuo fegato in estate

30 luglio 2006

Due milioni e mezzo di persone
affette da epatite B e C, oltre 21.000 decessi all’anno
per cirrosi o tumore: sono questi i numeri delle
patologie che colpiscono il fegato in Italia. Ecco
perché i medici dell’AISF, propongono un decalogo di
prevenzione: poche semplici regole per la salute del
nostro fegato.

[continua sotto] 

Milano, 18 luglio 2006
- è arrivata l'estate.

L’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF)
propone un decalogo per tenere in salute il proprio
fegato, poche regole di prevenzione alla portata di
tutti da adottare specialmente in vacanza.



L'iniziativa si inserisce nella tradizione di
collaborazione tra AISF e pazienti, con lo scopo di
ridurre l’incidenza delle patologie epatiche nel nostro
Paese che, con due milioni e mezzo di persone affette da
epatite B e C e oltre 21.000 decessi all’anno per
cirrosi o tumore, rappresentano la principale causa di
morte nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni.



Quelle che colpiscono il fegato sono malattie legate a
stili di vita e a comportamenti a rischio, ma sono anche
spesso "subdole", asintomatiche e possono durare molti
decenni. Ecco perché è così importante che le persone
siano informate e sensibilizzate ad adottare
comportamenti corretti e a effettuare screening
periodici di controllo.



Che cosa fare, dunque, per mantenere il nostro fegato
sano e proteggerlo da gravi malattie come epatiti,
cirrosi, tumori? Ecco le regole da seguire.

Curiamo scrupolosamente l'igiene, osserviamo
un'alimentazione corretta - con una dieta equilibrata,
poche bevande alcoliche e un controllo regolare del peso
corporeo - e facciamo regolarmente attività fisica.
Stiamo attenti ai farmaci che assumiamo – perchè non
sono pochi quelli che possono "affaticare" il fegato - e
rivolgiamoci sempre al nostro medico. E, ovviamente,
evitiamo le droghe di qualunque tipo.



Inoltre, dal momento che è tempo di vacanze, ricordiamo
che anche i divertimenti richiedono precauzioni. Un bel
tatuaggio? Perché no? Ma facciamo attenzione. Se
piercing e tatuaggi vengono realizzati con strumenti non
sterilizzati, le infezioni sono libere di trasmettersi.
Dunque, controlliamo che chi ci pratica il tatuaggio o
il piercing non si preoccupi soltanto dell'arte con la
quale lo esegue, ma soprattutto utilizzi strumenti
monouso e sterili, in un ambiente pulito e non
improvvisato.

E comunque, non dimentichiamo di vaccinarci contro
l’epatite B e contro l’epatite A.



Poche regole di buon senso, perchè difendersi dalle
infezioni non è difficile. Il problema è ricordarsi di
farlo!



10 regole per la salute del tuo fegato
  1. Mantieni delle corrette
    abitudini igieniche.


    Fai attenzione allo stato di igiene di quello che mangi
    quando sei fuori casa e in viaggio. L’epatite A si
    trasmette infatti tramite alimenti infetti come, frutti
    di mare, verdure e acqua. Stai attento a quando utilizzi
    forbicine e rasoi ed altri strumenti appuntiti in comune
    con persone che non conosci: le epatite B e C si
    trasmettono attraverso il sangue di un soggetto infetto.
    Avvertenza per tutti ma soprattutto per i bambini: non
    toccare MAI aghi o siringhe abbandonate, possono essere
    fonte di infezione!

  2. Adotta uno stile di vita
    che preveda una alimentazione corretta e regolare
    attività fisica.


    Una dieta sana ed equilibrata permette di mantenersi in
    forma e di mantenere il fegato sano. Approfitta
    dell’estate per assumere frutta e verdura in abbondanza:
    sono fonte preziosa di vitamine (A e C), ferro, fibre ed
    acido folico. Riduci quanto puoi cibi grassi o fritti.
    Nel caso di una malattia cronica del fegato, inoltre, lo
    stile di vita ed il controllo degli eccessi alimentari
    concorrono a limitarne l’evoluzione ed a migliorare le
    risposte alle terapie. Se hai una malattia del fegato,
    NON assumere alcolici di nessun tipo. Il controllo del
    peso e dell’accumulo di grassi nell’organo permette di
    prevenire malattie epatiche talvolta evolutive.

  3. Mantieni una dieta
    equilibrata e controlla regolarmente il tuo peso


    Se stai facendo una drastica dieta dimagrante in vista
    della spiaggia, falla sotto controllo medico per
    assicurarti di assumere tutte le vitamine e i minerali
    necessari. Il controllo del peso corporeo e la
    limitazione all’assunzione di calorie (cibi grassi e
    carboidrati in eccesso) prevengono l’accumulo di grasso
    nel fegato (Steatosi) che costituisce la base di una
    possibile malattia evolutiva del fegato.

  4. Consuma moderatamente vino
    e bevande alcoliche


    Un bicchiere di vino o birra a pasto non pone problemi –
    salvo restrizioni in caso di altre patologie e in
    particolari condizioni. Fai attenzione a non mischiare
    MAI alcolici e farmaci, la loro combinazione può essere
    molto tossica per il fegato!

  5. Attento ai farmaci che
    assumi


    Non abusare nell’uso dei farmaci e non eccedere le dosi
    indicate dal tuo medico o segnate nel foglietto
    illustrativo: tutti i farmaci passano attraverso il
    fegato e quantità in eccesso potrebbero essere dannose.
    Non mischiare MAI differenti farmaci senza il consiglio
    di un medico. Non mischiare MAI alcolici e farmaci.

  6. NON assumere droghe di
    nessun tipo.


    Il rischio è molteplice: se vengono assunte droghe
    sintetiche possono provocare danni permanenti al fegato,
    a causa della loro elevata tossicità. Inoltre, se
    avviene uno scambio di siringhe è possibile contrarre
    l’epatite B e C o anche il virus dell’immmunodeficienza
    umana (HIV) che può aggravare molte malattie di fegato.
    Fai attenzione a non mischiare MAI droghe e alcol: la
    loro combinazione può essere letale per il tuo fegato (e
    per te!)

  7. Fai attenzione quando fai
    piercing e tatuaggi


    In estate, si presenta spesso l’occasione per queste
    iniziative: ricorda che moltissime infezioni si
    trasmettono quando piercing e tatuaggi vengono
    realizzati con strumenti non sterilizzati. Controlla che
    chi esegue il tatuaggio o il piercing utilizzi strumenti
    monouso e sterili, in un ambiente pulito e non
    improvvisato.

  8. Evita rapporti sessuali a
    rischio non protetti


    Le malattie a trasmissione sessuale sono molte: tra
    queste è inclusa l’epatite B. Usa quindi il profilattico
    nei rapporti a rischio.

  9. Vaccinati contro l’epatite
    B e contro l’epatite A


    Dal 1991 la vaccinazione contro il virus B è
    obbligatoria per i bambini: chi ha meno di 25 anni è già
    immunizzato, tutti gli altri, se non sono immunizzati,
    possono comunque effettuarla. Nel caso dell’epatite A,
    se non ci si è immunizzati spontaneamente, è opportuno
    effettuare il vaccino in occasione di viaggi in Paesi
    esotici o di permanenza in aree endemiche – in
    particolare nei soggetti già affetti da altre malattie
    epatiche.

  10. Esegui controlli periodici
    del tuo sangue


    Tramite gli esami del sangue è possibile controllare il
    livello di alcune sostanze presenti nel sangue - gli
    enzimi epatici - che rivelano lo stato di salute del tuo
    fegato. La maggior parte delle malattie epatiche, in
    particolare le forme croniche, sono asintomatiche, per
    cui chi ne soffre spesso non se ne accorge. I controlli
    aiutano a tenere sotto controllo lo stato di salute del
    fegato!!


Per ulteriori informazioni
contattare:




Ufficio Stampa Multimedia Healthcare
Communication

Member of Saatchi & Saatchi Healthcare

Rita Tosi tel. [numero omesso] - cell. [numero omesso]

e-mail:
[e-mail omessa]


Daniela Superti tel. [numero omesso] - cell. [numero omesso]

e-mail:

[e-mail omessa]




Ufficio Stampa A.I.S.F.

Tel. [numero omesso] – e-mail:
[e-mail omessa]

Auricolare BT: bravo Mallteam.it

27 luglio 2006

Pero' ...

ho ordinato un auricola BT in offerta su Mallteam.it

L'ordine e' stato fatto mentre facevo la nottata con Enza al pc, esattamente il 26/07/2006  alle  03:58 ... mi e' arrivato, by Bartolini, alle 13.25 di oggi ...

Pero' ... veloce!

E' un Nokia ... come il mio mitico cellulare ...

[immagine non disponibile]
 

Un HS - 26W, auricolare Bluetooth ... nero, come quello in figura, che si abbina bene al mio 6280 ... non male, vero? 

Geloso fa ingoiare il cellulare alla fidanzata

26 luglio 2006
WASHINGTON
- Non lo ingoiò volontariamente, ma non si ricorda bene come sia
andata: è la testimonianza, un pò confusa, di una donna, che, dopo una
lite con il fidanzato, ubriaco lui e ubriaca lei, si ritrovò in gola il
telefonino cellulare.


La corte di Independence nella contea di Jackson, nel Missouri,
deve stabilire che cosa sia davvero successo, quel 28 dicembre 2005 a
Kansas City.

Lei, Melinda Abell, 25 anni, accusa lui, Marlon Brando Gill,
24 anni, fidanzato possessivo e un pò violento di averglielo fatto
ingoiare. Marlon Brando aveva costretto Melinda a salire in auto e
voleva che gli mostrasse il telefonino cellulare per controllare le
chiamate ricevute.


Fin qui, i racconti dei due più o meno coincidono. Ma lui sostiene
che lei, pur di non fargli vedere i numeri "galeotti", trangugiò
l'apparecchio.



«Se non avessi voluto farglielo vedere - replica lei, con qualche logica -,
l'avrei certamente gettato fuori dal finestrino invece che ingoiarlo».
La donna, che rischiava di soffocare, dovette essere ricoverata
d'urgenza all'ospedale di Blue Springs, vicino a Kansas City, dove il
telefonino le venne estratto con un intervento chirurgico.

Cina, agenzia on line per gli "asessuati"

26 luglio 2006
SHANGHAI - Paradossale, ma sicuramente originale e
in linea con le nuove tendenze che stanno prendendo piede in Cina.
Nello spazio virtuale dell'ex "Celeste Impero" è, infatti, nata la
prima e più grande agenzia matrimoniale online per "asessuati".


Il sito internet è www.wx920.co
e dal momento del lancio sono stati attirati circa 7.000 membri. Grande
successo dunque: per il 60% si tratterebbe di persone che non possono
avere rapporti sessuali, mentre per la parte restante si tratta di
"compagni", il soprannome cinese per gli omosessuali, che si iscrivono
per cercare un partner di sesso opposto e allentare le pressioni
sociali e familiari.
«La mia idea originale era quella di aiutare un amico,
che ha perso le proprie capacità sessuali dopo un incidente», dice Lin
H, il fondatore del sito 33 anni e un lavoro a tempo pieno per
un'azienda specializzata nell'information technology nella provincia di
Guangxi, nell'estremo sud.


Membro del Partito Comunista e impegnato in attività sociali, il
fondatore preferisce essere identificato col proprio soprannome, "Lin
Hai", poiché ha scelto di non rivelare ai propri genitori e colleghi di
lavoro del sito, temendo le loro reazioni.



«All'inizio non potevo credere che così tante persone da
tutta la Cina erano finite sul mio sito», sottolinea Lin. Se è vero
infatti che le agenzie matrimoniali, anche on line, in Cina stanno
riscuotedo grande successo, è altrettanto vero che l'eccessiva
originalità del nuovo accesso avrebbe potuto inibire i sempre prudenti
cinesi.



Invece i numeri stanno confermando la bontà dell'idea.
Il rapido successo, inoltre, dimostra chiaramente la grande diffusione
di internet in Cina e la natura sempre più permissiva della società
cinese: come, insomma, comunità piccole ma in crescita si stanno
allontanando dalle tradizioni che hanno dominato la cultura per
migliaia di anni.





 Fonte: Corriere.it

Nigeria, attaccata piattaforma dell'Eni

26 luglio 2006

OGBAINBIRI (Nigeria) - L'Eni ha reso noto, con un
comunicato, che «un gruppo armato ha attaccato la stazione di pompaggio
di Ogbainbiri, nella zona del Delta del Niger nel sud della Nigeria».
L'assalto è avvenuto attorno alle 23 di martedì. L'impianto ha una
capacità di circa 35.000 barili di petrolio al giorno. «A seguito
dell'attacco, è stato registrato un sensibile calo della quantità di
olio pompata». Nell'impianto si trovavano circa 40 persone tra
dipendenti Naoc, contrattisti, addetti alla sicurezza e al catering.
«Non appena disponibili, Eni fornirà ulteriori informazioni».


L’impianto è gestito da una consociata dell’Agip,
controllata da Eni, ha spiegato l’agente di polizia dello Stato
nigeriano di Bayelsa, Hafiz Ringim. Ringim ha precisato che gli uomini
armati hanno attaccato la piattaforma Ogboebiri, al largo delle coste
nigeriane, martedì notte e obbligato le guardie a lasciare l’impianto.

Fonte: Corriere.it 

Sesso nello spazio? Una faticaccia

26 luglio 2006
ROMA - Nel 1961 Yuri Gagarin è il primo essere umano ad orbitare
intorno alla Terra. Nel 1963 Valentina Tereshkova compie una missione
di tre giorni a bordo di una navicella: è la prima astronauta della
storia. Tanta strada è stata fatta da quel giorno. L'ultima missione
risale allo scorso 4 luglio e per tredici giorni un equipaggio formato
da quattro astronauti e due astronaute ha viaggiato nello spazio su un
Discovery. Ormai è routine. Ma uomini e donne protetti dal buio dello
spazio e accarezzati dalle stelle cosa fanno quando è ora di andare a
dormire? É curioso scoprire a come non sia affatto facile scambiarsi
anche un semplice abbraccio in assenza di gravità. Figuratevi il resto.
A teorizzare possibilità e controindicazioni del sesso nello spazio ha
pensato Jim Logan, fisico della Nasa, durante la conferenza NewSpace
2006, tenutasi lo scorso fine settimana a Las Vegas e sponsorizzata
dalla Space Frontier Foundation.




Tanto per cominciare bisogna non
dimenticare alcuni problemi pratici: il sesso nello spazio potrebbe
essere più caldo e più umido di quello sulla Terra dato che in assenza
di gravità il calore corporeo non viene disperso. Gli scienziati hanno
dimostrato che il corpo ha una maggiore sudorazione nella microgravità
e il mix di sudore e umidità potrebbe creare tante piccole gocce
galleggianti nell'ambiente.

E ancora: la fisica dell'assenza di gravità comporta inoltre la
fluttuazione dei corpi, ecco dunque che il più romantico bacio
risulterebbe impossibile nello spazio e si dovrebbe ricorrere ad
ingegnose soluzioni come l'ancoraggio del corpo alle pareti o al corpo
dell'altro tramite delle tute speciali. C'è già chi, come la scrittrice
americana Vanna Bonta, ha progettato il modello adatto: "2suit". Si
tratta di due tute leggerissime, in velcro e zip, con il lato interno
quasi trasparente per poter permettere un maggior contatto fisico.
Ultimo fra i problemi, ma sicuramente non per importanza, potrebbe
essere quello dell'erezione: in spazi di microgravità la pressione
sanguigna è molto bassa e questo potrebbe comportare una leggera
diminuzione della misura del pene.




"La fantasia - spiega ancora Logan -
potrebbe essere molto superiore alla realtà ma nonostante questo
inconveniente il sesso spaziale, così come altre attività biologiche
nello spazio, potrebbero essere cruciali all'umanità". Potrebbe
diventare nei prossimi secoli una frontiera da superare per evitare -
sostiene qualcuno - addirittura l'estinzione della razza umana. "Il
sesso a gravità zero non è solo una buona idea ma è sopravvivenza",
sostiene la scrittrice Laura Woodmansen che nel libro


Sex in space tratta tutti gli aspetti della creazione: dal concepimento alla nascita del bambino spaziale.






Ma a ridimensionare le teorie della Woodmansen ci sono gli scienziati:
la possibilità di portare a termine una gravidanza nello spazio per il
momento è nulla. A partire dalla ventiseiesima settimana di gestazione
la gravità è infatti un elemento fondamentale alla formazione della
struttura scheletrica del feto. Questo potrebbe costituire un limite
invalicabile anche per le teorie della colonizzazione del sistema
solare e come unica soluzione gli scienziati prevedono la costruzione
di ambienti a gravità artificiale. Alcuni anni si era stato ipotizzato
un interesamente della Nasa su questo tema , con l'avvio di uno studio
sul comportamento sessuale durante una missione nello spazio. Ma non vi
furono conferme e lo stesso Logan, oggi, smentisce qualsiasi tipo di
relazione fra la Nasa e le teorie del sesso spaziale.





Ma se non siete astronauti e desiderate
passare una notte nello spazio fra le braccia del vostro amato, qualche
speranza c'è. La Bigelow Aerospace, per esempio, ha progettato la prima
camera da letto spaziale. Proprio la scorsa settimana è stata lanciata
nello spazio una navicella con una stanza in miniatura, un modellino di
quattro metri di larghezza che rappresenta in scala quello che sarà il
primo resort spaziale composto da tante piccole stanze separate. La
Genesis I, questo il nome della navicella, è partita sgonfia e si è
gonfiata a 550 chilometri dalla Terra. Stando alla Bigelow, proprio
grazie a questo sistema si potranno lanciare nello spazio, senza
preoccuparsi del peso della struttura, coppie in cerca di nuovi
orizzonti. L'idea dell'albergo nello spazio - parttorità dal
multimilionario americano Robert Bigelow, già proprietario di una
catena alberghiera - è ambiziosa. Lui promette di realizzarla nei
prossimi anni. Intanto è possibile partecipare al lancio del secondo
modellino, il Genesis II, mettendo una propria foto al suo interno per
soli 300 dollari.

di BENEDETTA  PERILLI
Fonte: Repubblica.it

L'interruttore del dolore cronico

26 luglio 2006

Ricercatori del Dipartimento di medicina della Columbia University
hanno scoperto una proteina che nelle cellule nervose agisce come
interruttore per il dolore cronico, presentando domanda di brevetto per
lo sviluppo di una nuova classe di farmaci che dovrebbe agire proprio
spegnendo questo interruttore.

L’annuncio dei risultati della scoperta – che sarà descritta sul numero
di agosto "Neuroscience" – è stato anticipato sul sito Web della
rivista.

 

[immagine non disponibile]

 

 
Finora la maggior parte dei tentativi di alleviare i dolori cronici si
era concentrato sui neuroni di “secondo livello”, quelli che nel
midollo spinale trasmettono i segnali dolorifici al cervello.
L’inibizione dell’attività di questi neuroni è risultata però
un'impresa alquanto ardua, dato che per esplicare la loro azione i
farmaci devono riuscire a superare la barriera emato-encefalica.

I ricercatori della Columbia University si sono così concentrati sui
neuroni più periferici, quelli che inviano i segnali al midollo
spinale.

Il dolore diviene cronico quando l’attività dei neuroni di primo e
secondo livello persiste anche quando il neurone danneggiato è guarito,
o quando è venuta meno l’infiammazione dei tessuti circostanti. Da anni
si supponeva che questo fenomeno fosse legato a una sorta di
interruttore generale del dolore nei nervi periferici; quale fosse,
tuttavia, era ignoto. Questa ricerca lo ha ora identificato nell’enzima
proteinchinasi G (PKG).






© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.

IBM svela il suo server piu' potente

26 luglio 2006

Armonk (USA) - In una delle fasi più combattute nella guerra per il mercato server di fascia alta, IBM ha partorito due nuovi sistemi a 32 e 64 vie basati sui giovani chip Power5+ dual-core.

La migrazione dai processori Power5 ai Power5+, che era partita lo scorso anno
dai server di fascia bassa, è oggi giunta al suo completamento. Il
modello p5-595, con i suoi 64 core a 2,3 GHz, rappresenta infatti il
nuovo sistema top di gamma di Big Blue. IBM afferma che questo è il
server Unix più potente al mondo, un proclama aparentemente suffragato
dai risultati fatti registrare dal p5-595 nei benchmark SPEC e TPC.
 

La migrazione dai processori Power5 ai Power5+, che era partita lo scorso anno
dai server di fascia bassa, è oggi giunta al suo completamento. Il
modello p5-595, con i suoi 64 core a 2,3 GHz, rappresenta infatti il
nuovo sistema top di gamma di Big Blue. IBM afferma che questo è il
server Unix più potente al mondo, un proclama aparentemente suffragato
dai risultati fatti registrare dal p5-595 nei benchmark SPEC e TPC.

Fonte: PuntoInformatico.it 

Indizi sull'origine del linguaggio

26 luglio 2006

Quando ascolta le vocalizzazioni e gli urli di un membro della propria
specie, la scimmia rhesus, o macaco, utilizza le regioni cerebrali che
corrispondono ai due principali centri del linguaggio nel cervello
umano, secondo una ricerca condotta dagli scienziati del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD) e del National Institute of Mental Health (NIMH), entrambi afferenti ai National Institutes of Health degli Stati Uniti.


Questo risultato, pubblicato sulla versione online della rivista
“Nature Neuroscience”, andrebbe a sostegno dell’ipotesi che un antico
antenato dell’uomo e degli attuali primati non umani possa aver
posseduto il meccanismo neurale cruciale sul quale si basa il
linguaggio.

"Questo affascinante risultato ci avvicina a capire a quale punto
dell’evoluzione siano apparsi i ‘mattoni elementari’ del linguaggio”,
spiega James F. Battey, direttore del NIDCD. "Poiché i reperti fossili
non ci possono aiutare in questo, non possiamo fare altro che
rivolgerci al ‘qui e ora’, utilizzando tecniche di imaging di primati
viventi non umani per gettare uno sguardo ai meccanismi cerebrali che
stanno alla base di una capacità tanto raffinata come quella del
linguaggio.”




© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.


Arrestata la Banda dei 6

26 luglio 2006
Roma - No, non sono riusciti a portarsi via (tutto) il bottino i 6
membri di una organizzazione criminale attiva da lungo tempo in
Internet e che, a quanto pare, è riuscita a mietere vittime tra
moltissimi utenti italiani. La Polizia Postale di Catania e di Roma ha
infatti concluso le proprie indagini sulle attività dei 6 traendoli tutti in arresto.

Gli inquirenti hanno iniziato a lavorare sulle attività di questa associazione a delinquere
nel dicembre del 2004: dalle segnalazioni ricevute e dal monitoraggio
dei siti di e-commerce, era emerso il sito www.fromswisstoeurope.com,
che dava nell'occhio per l'offerta di prodotti elettronici ed
informatici a prezzi "troppo" convenienti.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, ha messo in risalto un network di siti
con cui venivano messi a segno i raggiri che hanno portato nelle tasche
dei 6 delinquenti centinaia di migliaia di euro ai danni di centinaia
di utenti Internet. Tra questi siti sono stati individuati
superaffari.cjb.net, utenti.lycos.it/lerstock, fraslek.com, cofter.com
e aersof.cjb.net.

I 6 erano estremamente organizzati secondo gli
inquirenti, tanto che per mettere in piedi quei siti e costruire
vetrine "attendibili" gestite da società fittizie si sono avvalsi di documenti falsi
frutto di rapine, siti con cui riuscivano - si legge in una nota
diffusa dalla Polpost - "a trarre in inganno anche i navigatori più
smaliziati".

Nel corso delle indagini è emerso come i 6 avessero
una conoscenza profonda di tutti i prodotti che fingevano di vendere,
conoscenze che sfruttavano per convincere della bontà dell'operazione e
della propria società gli utenti che cercavano maggiori informazioni.
Questi ultimi pagavano in anticipo i prodotti mediante vaglia postale online.

Il vaglia online,
come noto, permette di inviare denaro a chicchessia senza dover
disporre di un conto corrente bancario o postale. Questo sistema di
pagamento, spiegano alla PolPost, consentiva ai 6 di riscuotere le
cifre sottratte alle proprie vittime in qualsiasi ufficio postale italiano: una procedura che ha loro evitato di essere intercettati dalle forze dell'ordine mentre riscuotevano i profitti delle truffe.

"L'organizzazione - spiega la nota - era strutturata in modo assai complesso e funzionale:
-
telefonisti che si correlazionavano con i clienti/vittime invitando
questi ultimi, una volta effettuato il pagamento, a comunicare loro il
numero del vaglia online e la password per incassarlo;
- soggetti che andavano presso gli Uffici Postali ad incassare i Vaglia online;
-
soggetto che riceveva dai telefonisti via sms, su un telefono cellulare
"pulito", i codici per la riscossione dei vaglia ed accompagnava in
macchina i complici per l'incasso".

Fino a quando la PolPost non
ha stretto le maglie dell'indagine, anche grazie alla collaborazione
attivata con Poste Italiane, il giochino funzionava garantendo quello
che gli inquirenti definiscono "il più completo anonimato". Questo
perché l'attività così organizzata non prevedeva punti di contatto diretti tra telefonisti e soggetti deputati all'incasso
che operavano peraltro con documenti fasulli. Per sfuggire così a lungo
all'identificazione e all'arresto, spiegano alla PolPost, i 6 avevano
usato anche decine di diverse utenze telefoniche intestate ai propri
alias: Gianni Rigoni, Mario Antonelli e Ferdinando Torriani.

La
PolPost segnala anche che l'indagine appena conclusa è la prima che
porta alla scoperta di una "associazione a delinquere che opera
esclusivamente su Internet ed i cui rapporti sono regolati
prioritariamente da contatti virtuali e telematici".

Fonte: PuntoInformatico.it 

Epatite B: record di vaccinazioni in Cina

26 luglio 2006

Già evitate almeno 200.000 vittime future: è questo il primo bilancio
della campagna per la vaccinazione contro l'epatite B lanciata tre anni
fa in Cina, che ha interessato oltre 11 milioni di bambini. Si stima
che attualmente in Cina siano circa 120 milioni le persone affette da
epatite B cronica, a rischio quindi di sviluppare una cirrosi o un
tumore epatico e, ovviamente, di trasmettere ad altri l’infezione.
Particolarmente esposti sono i bambini che nascono da madri infette: di
fatto l’unica misura che può garantire una protezione è la
somministrazione della prima dose di vaccino entro le prime 24 ore di
vita del neonato.

Per contrastare questo flagello, nel 2002 il Governo cinese ha varato il programma di vaccinazione infantile sotto la supervisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e dell’UNICEF, e con il sostegno finanziario della GAVI Alliance .

GAVI Alliance (già nota come Global Alliance for Vaccines and
Immunization) è una fondazione – nata con il contributo della Bill
& Melinda Gates Foundation, dell’OMS, dell’UNICEF, della Banca
Mondiale – che opera nel quadro del Millennium Development Goals
delle Nazioni Unite, teso a ridurre dei due terzi la mortalità
infantile entro il 2015. Ogni anno muoiono infatti oltre 10 milioni di
bambini al di sotto dei 5 anni, e un quarto di questi a causa di
malattie che potrebbero essere prevenute grazie a vaccinazioni.

La sfida del progetto cinese era quella di vaccinare tutti i bambini
sotto i cinque anni presenti su un territorio sterminato dove abitano
470 milioni di persone e nascono sei milioni di bimbi all’anno,
impegnandosi a raggiungere i più sperduti villaggi di montagna e le
tribù nomadi delle grandi steppe.

Oggi, in una conferenza stampa tenutasi a Pechino, sono stati
presentati i primi risultati di questo progetto. I tre quarti delle
1301 realtà amministrative interessate – in buona parte nelle più
povere e isolate regioni centrali e occidentali – hanno raggiunto
l’obiettivo della vaccinazione completa dell’85 per cento dei bambini
sotto i 5 anni, e nella metà di esse anche quello di sommministrare al
75 per cento dei neonati la prima dose entro le 24 ore dalla nascita.

Il sostegno finanziario di GAVI Alliance – metà dei 76 milioni di
dollari impegnati nel progetto – è stato utilizzato per l’acquisto e la
distribuzione di oltre 55 milioni di dosi di vaccino e 145 milioni di
siringhe sterili monouso. Ma per il successo del progetto è risultato
importante anche il cambiamento normativo che ha inserito quella contro
l’epatite B fra le vaccinazioni infantili di routine a carico dello
Stato.

Un altro momento chiave per il successo dell’iniziativa è stata la
sensibilizzazione delle madri affinché partorissero in ospedale, così
da garantire la prima somministrazione del vaccino entro le 24 ore.

Per il quinquennio 2006-2010, il programma aspira a ridurre a meno
dell’1 per cento il numero dei bambini di età inferriore ai 5 anni che
risultino sieropositivi al test per l’epatite B. La sfida più
impegnativa è quella di raggiungere anche quel milione circa di bambini
che ancora nascono in casa, più per necessità che per volontà, dato che
buona parte di questi parti avviene nelle più remote regioni rurali. A
questo scopo verrà intensificata la campagna di sensibilizzazione
rivolta ai medici dei villaggi e si cercherà di realizzare una rete di
distribuzioine dei vaccini (che com’è noto richiede l’approntamento di
una adeguata catena del freddo) ancora più capillare.


© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.

Novita' sulla Fibrosi Cistica

26 luglio 2006

Ricercatori dell’Università di Dundee
hanno scoperto un legame chiave fra fibrosi cistica e altre patologie,
che potrebbe aprire nuove vie per la comprensione e il trattamento
della malattia.

Il gruppo di ricerca coordinato da Anil Mehta, che dirige il Centro di
raccolta dati sulla fibrosi cistica istituito dall’Unione Europea, ha
esaminato il rapporto fra tre enzimi le cui variazioni di livello sono
correlate al cancro, e che sono coinvolti nel diabete (NDPK, nucleotide
difosfato chinasi) nel metabolismo dei grassi (AMPK, protein-chinasi
AMP attivata) e nella fibrosi cistica (CFTR, regolatore transmembrana
della fibrosi cistica), scoprendo una nuova via metabolica fra NDPK e
AMPK che porta a variazioni nel metabolismo dei grassi. Un
approfondimento della ricerca ha poi rilevato un collegamento fra
questi due enzimi e la proteina connessa alla fibrosi cistica, la CFTR.

“Da tempo era noto che i pazienti affetti da fibrosi cistica soffrono
di significative variazioni di peso, ma non sapevamo perché" ha
osservato Mehta. “Sapevamo anche che i pazienti con fibrosi cistica
hanno un rischio superiore al normale di sviluppare un cancro, e di
nuovo non sapevamo perché. E lo stesso anche per il diabete. La nostra
ricerca ha scoperto in questo controllore cellulare dei grassi un
legame genetico fra queste condizioni.”


© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.

Pionieri in Togo

26 luglio 2006

Oggi ho trovato il Blog dei Pionieri che sono riusciti a partire per il Togo ... (un campo che sarebbe piaciuto fare anche a me ... ma per situazioni contigenti non ho nemmeno provato a parteciparvi) ...

Dice che la situazione non e' delle migliori ... a livello di sicurezza ...

Per le condizioni  igienico-sanitarie ... beh, credo che si potesse immaginare ...

Bella esperienza ... speriamo vada tutto bene ... in bocca al lupo ragazzi ...  

Poste addormentate

26 luglio 2006

Assurdo ....

Volevo controllare il saldo di una postepay su Poste.it ... faccio il login ... digito il numero della carta e ... MAGIA .... "il servizio e' attivo dalle 06.00 alle 23.30" ....

ma che senso ha questa cosa?  

Mattina ....

26 luglio 2006
sono qui che sto aiutando mia sorella con il comp ... lei domani deve fare un esame ... ed io le do una mano ...



adesso siamo in break ... sono in piendi da 23h e 30' ... ma tutto sommato non sono poi stanchissimo ...



ok ... pausa finita ... a dopo!

Mastella jr. ... che tristezza!

24 luglio 2006

Ma che tristezza ... davvero ....

E' mai possibile che su un paio di grandi giornali nazionali ieri e' uscita la notizia del matrimonio del figlio di Mastella ...

Ma a noi che ci frega? Ah ... poveri noi! 

Hotel Rosengarten

21 luglio 2006

Ebbene si ... ieri e' stato il mio compleanno ...

Ho iniziato il mio 24° giro di calendario ... :(
ieri ho notato anche tre capelli bianchi ... sara' la vecchiaia o l'esaurimento?

Ad ogni modo scrivo questo post per assolvere, finalmente, ad un compito che mi sono imposto da anni oramai ...

Avete presente quelle cose che dici: "devo farlo"  ... "un giorno o l'altro" ...
Ebbene oggi quel giorno e' giunto ... devo ringrazia la Fam. Strobl dell'Hotel Rosengarten di Toblach-Dobbiaco (Bz)

La storia e' lunga ... non so da dove iniziare ... per questo la cosa piu' sensata e' iniziare dall'inizio!

Era l'estate del 2002 (la ricordo bene ... che estate quella ... e' stata l'estate del mio Esame di Stato al Liceo ... ma e' stata anche la prima estate - prima di una lunga serie - passata sui libri: nella fattispecie quelli per la preparazione al Concorso di Ammissione all'Uni) ... i miei per  arginare gli effetti di un esaurimento (che poi, mio malgrado, si e' conclamato lo stesso successivamente [immagine non disponibile] ) di cui leggevano i primi sintomi decisero di portarmi in un posto che da sempre ritempra il corpo e rinfranca lo spirito: LE DOLOMITI (le stesse che vedete nell'header di questo Blog)

Non eravamo novizi in quelle splendide valli ... lo eravamo di un posto: l'Hotel Rosengarten di Dobbiaco.

Non staro' qui ad annoiarvi sul come la mattina gli Strobl (la famiglia che lo gestisce tutt'ora) ti auguravano il buon giorno con un calore "anomalo" a certe latitudini ed altezze ... o su come la sera si accomiatassero da te con il fare di un vecchio amico, o di come si mettevano a disposizione ... no, non ve lo diro' (peccato che l'abbia gia' fatto! [immagine non disponibile]) vi diro' semplicemnte che l'intento dei miei fu pienamente raggiunto ... e, in parte, lo devo anche a quella atmosfera (ed a quella cucina ... aho .. mangiavo benissimo, tantissimo e tornai dimagrito ... mai successa piu' una cosa del genere ... )

Ma gli Stobl del Rosengarten sono riusciti, ed e' questo il motivo del mio post un po' "diverso" dai miei soliti, a creare una specie di tradizione ... una cosa senza la quale e' come se il mio compleanno mancasse di un Σ: dovete sapere che ogni anno, in prossimita' dei compleanni io (e tutti i miei compagni di viaggio che diedero i documenti per la registrazione delle camere) ricevono dei regalini ... delle sciocchezze che, tuttavia, fanno piacere ...

E sono precisi ... io non ci sono piu' andato dopo quell'estate ma loro continuano a mandare queste cose ... ed e' diventata, come dicevo prima, una specie di tradizione ... addirittura un pochetto l'aspetto come un bambino aspetta che arrivi babbo natale per il regalo ... foss'anche per la curiosita' di sapere cosa mi mandano ... una piccolissima emozione che fa bene al cuore ...

Sara' un portachiavi di legno? O i semi di quadrifoglio? Oppura saranno delle candeline?

Ebbene ... ieri, il giorno del mio compleanno ... come ad un appuntamento ... eccola la bunsta con le dolomiti sopra ... con la rosa rossa ... Hotel Rosengarten ... cosa sara?  La busta sembra piccola ... presto, un coltello ... vediamo ... apriamola ...

SEMI DI GIRASOLE ... quest'anno sono semi di girasole ...
Loro non lo potevano sapere ma il girasole sono dei fiori a me molto cari ...

Si .. adesso anche quell'Σ  c'e' ... adesso il mio compleanno e' davvero COMPLEANNO  ...

All'Hotel Rosengarten grazie lungo quattro anni ... a voi tutti che siete arrivati alla fine grazie per aver condiviso con me questo ricordo e questa emozione!

Commenti

un lettore · 23 luglio 2006

SCUSA, SCUSA, SCUSA.Non so come abbia potuto fare io a dimenticare il tuo compleanno. E' vero non ero a Milano ed ero davvero occupato a fare alcune cose molto importantiper il mio futuro prossimo, ma tutto queso non sarà mai una giustificazione. Poche persone restano, anche lontane. Sapere che queste persone si ricordano di te a volte diventa fondamentale. Non che una telefonata di auguri mancata possa ridimensionare la stima,il ispetto e l'affetto reciproci che si sono consolidati negli anni, ma io sono davvero dispiaciuto di non aver fatto in tempo quella chiamata. A tua sorella ho detto che le abitudini che non sono proficue devono essere abbandonate. Di te non posso dirlo, quindi resta solo una mia grandissima mancanza

Sono di nuovo su Linux!

19 luglio 2006

Davvero mi mancava un casino ... l'ho capito solo quando ho aperto KDE ... mamma mia ...

Via Linux ... e poi la Suse e' davvero uno spettacolo! ;) 

Più ossigeno per salvare dall'ipotermia

19 luglio 2006
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È l’insufficiente apporto di ossigeno al cuore proprio nel momento del
salvataggio uno dei fattori più critici per la sopravvivenza a uno
stato di ipotermia. È quanto risulta da uno studio condotto da un
gruppo di ricercatori dell’Università di Tromsø,
in Norvegia, diretto da Torkjel Tveita, anestesista presso l’ospedale
universitario, che nella sua carriera si è trovato ad affrontare
innumerevoli volte il caso di persone – per lo più pescatori – vittime
di gravi stati di ipotermia per essere rimasti a lungo in acque gelide.
Dalla ricerca – pubblicata sull’ultimo numero dell’American Journal of Physiology
– risulta infatti che buona parte dei decessi di persone ritrovate
ancora vive dopo una permanenza prolungata in ambienti eccessivamente
freddi (acqua gelata o neve) non è legata alle conseguenze dirette
dell’ipotermia, ma al fatto che, una volta riportato l’organismo a una
temperatura più o meno normale, la richiesta di ossigeno da parte del
muscolo cardiaco aumenta improvvisamente e in misura superiore a quella
soddisfacibile dall’ossigeno disciolto nel sangue del paziente. Per
questo, sottolinea Tveita, è necessario che le procedure di
rianimazione, e in particolare il supporto delle apparecchiature che
consentono una buona ossigenazione del sangue, siano mantenute in
vigore molto oltre il ritorno della temperatura del paziente a un
livello normale.


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Un no alla psicochirurgia

19 luglio 2006

"C’è chiaramente un forte, inaccettabile rischio di reazioni avverse ai
metodi chirurgici finora applicati.” Questa affermazione di Christian
Rück del Karolinska Institutet
di Stoccolma sembra suonare come una definitiva pietra tombale sulle
rinnovate ipotesi di applicazione di tecniche psicochirurgiche a casi,
sia pure estremi, di disturbi ansiosi e ossessivi-compulsivi (DOC) che
in anni recenti erano state avanzate da alcuni ricercatori. Anche
grazie alla disponibilità di strumenti che consentono di ridurre
enormemente se non addirittura annullare i danni operatori collaterali
alle strutture cerebrali limitrofe – come la radiochirurgia
stereotassica – era stata da alcune parti avanzata l’ipotesi di una
chirurgia altamente selettiva su alcune strutture cerebrali in modo da
alleviare i sintomi in pazienti molto gravi e comprovatamente
resistenti alle terapie farmacologiche. Una di queste procedure è la
capsulotomia, che va a incidere sulla capsula interna, una struttura
cerebrale che contiene fibre che decorrono dal talamo alla corteccia e
dalla corteccia al talamo, al tronco cerebrale e al midollo spinale.















Lo studio di Rück – il più vasto su pazienti che negli ultimi 23 anni
abbiano subito questo tipo di intervento – evidenzia che un terzo dei
pazienti così trattati mostrava segni di apatia, e aveva difficoltà di
pianificazione e di esecuzione delle azioni. Alcuni di essi, poi,
avevano sviluppato epilessia, incontinenza urinaria e disinibizione nei
comportamenti.


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All'origine della malattia di Crohn

19 luglio 2006
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È deficitaria la produzione di beta defensina 2





I pazienti che soffrono di malattia di Crohn – una patologia
infiammatoria che interessa in particolare l’ileo e il colon –
possiedono una copia in meno dei geni che che codificano la
beta-defensina 2, una proteina con un ampio spettro di attività contro
batteri e funghi, che viene attivata nello stomaco fornendo alla mucosa
intestinale una difesa naturale contro microrganismi patogeni, e in
particolare contro i batteri Gram-negativi, alcuni tipi di funghi, ma
anche contro l’azione di sostanze potenzialmente aggressive prodotte
dall’organismo stesso quali il TNF-alpha e l’interleuchina-1 (IL-1). I
geni per la defensina sono disposti in cluster sul cromosoma 8.


Ora i ricercatori del Centro di ricerche sul cancro di Heidelberg
hanno scoperto che le persone affette da malattia di Crohn sono
portatori in media di tre copie del gene per la beta defensina 2,
mentre le persone sane – ma anche i pazienti affetti da colite
ulcerativa (un’altra, differente patologia infiammatoria
dell’intestino) – ne possiedono quattro. Secondo i ricercatori, livelli
inferiori al normale di questa proteina dalla funzione antibiotica
rendono aggredibile dai batteri la mucosa intestinabile, che reagisce
successivamente con il caratteristico processo infiammatorio, nella
quale interviene anche l'IL-1. Pur non esistendo in Italia un registro
dei malati affetti da questa patologia, si stima che la sua incidenza
sia di circa cinque nuovi casi ogni 100.000 abitanti all’anno.


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DISFUNZIONE ERETTILE LA 'SENTINELLA DEL CUORE'

19 luglio 2006
ROMA - Uno studio italiano dimostra che la
disfunzione erettile potrebbe essere usata come fattore predittivo di
malattie vascolari, infatti il 93% dei pazienti con sindrome coronarica
cronica ha avuto esperienza di disfunzione erettile sin da 1-3 anni
prima di manifestare l'angina.


L'indagine, su quasi 300 uomini, e' stata diretta da Piero
Montorsi, direttore del secondo dipartimento di Cardiologia Invasiva
presso l'Istituto di Cardiologia dell'Universita' di Milano con
l'universita' Vita-Salute Ospedale S. Raffaele di Milano. Pubblicata
sulla rivista European Heart Journal, l'indagine ha messo anche in
evidenza che il tasso di disfunzione erettile e' basso tra coloro che
hanno una sindrome coronarica acuta, per esempio un infarto, alto tra
coloro che hanno invece una sindrome coronarica cronica.







Secondo
quanto riferito dagli autori del lavoro, i risultati consolidano l'idea
che la disfunzione erettile sia la ''sentinella del cuore'', per cui
pazienti con questo disturbo e vari fattori di rischio cardiaci, anche
se senza segni clinici di malattia delle arterie coronarie, dovrebbero
essere tenuti sotto controllo. Queste persone quindi devono essere
sottoposte ad un'attenta analisi cardiaca, dalla misura della pressione
alla glicemia e lipidemia a digiuno, inoltre devono ricevere consigli
sugli stili di vita da adottare.


Gli esperti italiani hanno coinvolto nello studio 285 uomini con
malattia delle arterie coronarie dividendoli in gruppi: quelli con un
episodio di sindrome coronarica acuta con un solo vaso sanguigno
coinvolto; quelli con sindrome coronarica acuta e piu' di un vaso
sanguigno coinvolto; quelli con sindrome coronarica cronica (angina
pectoris); infine un gruppo di controllo con sospetta patologia delle
coronarie ma senza segni clinici di nessun tipo ne' arterosclerosi.


La frequenza della disfunzione erettile nei soggetti dei quattro
gruppi e' molto differente: quasi due su tre con patologia cronica
hanno la disfunzione erettile (65%) contro solo il 22% di coloro che
hanno avuto un episodio acuto con un solo vaso interessato. Se invece
sono coinvolti piu' vasi anche i pazienti con sindrome coronarica acuta
(terzo gruppo) hanno con elevata probabilita' la disfunzione erettile.


E ancora, il 93% dei pazienti con sindrome coronarica cronica ha
avuto esperienza di disfunzione erettile sin da 1-3 anni prima di
manifestare l'angina.


Questi risultati suggeriscono che ''pazienti ricoverati per un
infarto acuto del miocardio cui viene scoperta una disfunzione erettile
- ha spiegato Montorsi - hanno un rischio quattro volte piu' alto di
avere una patologia delle arterie diffusa a piu' vasi. Informazione -
ha aggiunto Montorsi - che puo' essere molto utile a fini diagnostici e
terapeutici''.


Inoltre, sebbene non si possa dire in modo conclusivo che pazienti
con disfunzione erettile e senza segni clinici di malattia
cardiovascolare abbiano un rischio alto di ammalarsi in futuro, secondo
Montorsi questi risultati suggeriscono la necessita' di una
sorveglianza di questi individui.


Il fatto di disporre di 1-3 anni di tempo dalla diagnosi della
disfunzione erettile alla comparsa di segni clinici evidenti di
malattia cardiovascolare, puo' dare un vantaggio ai medici per
intervenire tempestivamente su quel paziente con terapie e
raccomandazioni, aiutando a prevenire eventi acuti.


 
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 19/07/2006 10:02

Ma siamo sicuri che siamo in Democrazia?

19 luglio 2006

Uno dei capisaldi di una democrazia e' L'INDIPENDENZA DEI VARI POTERI DELLO STATO!!

In Italia questo non esiste ... l'ultimo esempio GRAVISSIMO di questa mancata indipendenza e' IL TRASFERIMENTO D'UFFICIO DI TUTTI I VERTICI DELLA GDF LOMBARDI ...

I cari Finanziari s'erano messi a disposizione della Magistratura (quella non comandata da Violante ... che soggetto ... [immagine non disponibile]) che stava indagando sul braccio economico della SX ... e,  qual'e' la mossa del Governo?

Semplice ... punire i traditori ... trasferire una intera catena di comando da un giorno all'altro ...

Solo nelle dittature s'e' vista una cosa del genere ... solo li un Governo impedisce che si indaghi su di se con una azione di forza al limite della legalita' ...

Certe volte mi fanno venire il dubbio che Berlusca avesse ragione (forse il suo torto e' stato quello di enfatizzare troppo, con il suo vittimismo, la situazione!) ...

Poveri noi ...  

Troppo bello per esser vero: la storia delle riforme mai fatte!

19 luglio 2006

Ebbene si ...adesso che il governo ha fatto marcia indietro sulle riforme quelli come me che li aveva votati sperando in un grosso piano di riforme (riforme di cui il Paese ha ESTREMAMENTE bisogno) e' rimasto solo con la Speranza che queste riforme si facciano!

Ed e' inutile che Bersani (che e' un buon mediatore) dica che ha pareggiato ... un pareggio e' un sconfitta moderata da un arginamento degli effetti negativi! 

Speriamo solo che (ma vedi un po' ... m'e' rimasta la speranza ... ah!) un giorno esca qualcuno con le PALLE per AIUTARE L'ITALIA COMBATTENDO gli interessi di cortile ... perche' di questo si tratta ... purtroppo siamo troppo piccoli per avere Lobby ... :(

 Chiudo con una profonda tristezza!

Ritorno a Linux ...

19 luglio 2006

Bene ... mentre vi scrivo Salvatore (il mio calcolatore) sta facendo gli ultimi Backup prima di cancellare DEFINITIVAMENTE windozzo dal suo disco fisso ...

Sto per RITORNARE a Linux ... che bello ... dopo sei mesi di windozzo ...

Il SO di Mama Mico$oft sara' sara' sul mio HD solo per i programmi
professionali di mia sorella (roba di CAD e poco altro) perche' il suo
HP e' defunto e se ne parla dopo le ferie! ;)

Ma questa volta non saro' su una Debian (o debian-basated) ...bella bella bella ... ma ci vuole un po' troppo tempo per farla funzionere come si deve ...

Questa volta saro' su Suse o meglio su OpenSuse 10.1 ...facile come o piu' di windozzo ...

viva linux!

ASIS news-Comunicato Stampa

17 luglio 2006
“BrainGate”,
un clip nel cervello collegato al computer che decodifica il segnale
elettrico, un’importante notizia pubblicata sui quotidiani “Repubblica”
e “Corriere della sera” rispettivamente, il 12 e 13 luglio scorsi e sul
Vs. sito, ha suscitato alla nostra redazione curiosità ed interesse.
 
Sull’argomento
il professor Giuseppe Micali, informatico, giornalista pubblicista e
webmaster di ASIS news, nel 1990, annunciava la “Teoria sulla
decodificazione del linguaggio cerebrale”, realizzata prestigiosamente
da "Cyberkinetics - Neurotechnology Systems, Inc.".
Oltre
ai giornali, che a quel tempo, diffusero la notizia e alle conferenze
tenute dal Micali in Italia e all'estero, la geniale intuizione
tecnologica venne pubblicata, sia negli atti del "World Congress on
Biomedical Communications", 18 - 23 giugno 1994 - Orlando-Florida, sia
da autorevoli Università italiane.
Links e materiale fotografico sono evidenziati nell'ipertesto di un nostro servizio a questo url: "http://www.asis-onlus.it/asisnews/special"
Grazie per l’attenzione e per quanto si disporrà.
Mario Calamia
direttore responsabile ASIS news
quindicinale di comunicazione e informazione scolastica
http://www.asis-onlus.it/asisnews

Commenti

Mario · 18 luglio 2006

Questa eMail m'e' arrivata ieri ... beh, che sia vero o falso e' bello sapere che certe volte ci sono italiani che le cose le sanno! ;)

Napoli in soccorso dei turisti: Orologi di plastica "anti-scippo"

15 luglio 2006
NAPOLI - Conviene scambiare il proprio orologio d'oro con uno di plastica? A Napoli conviene: un'iniziativa della Regione Campania propone infatti ai turisti di lasciare in cassaforte gli oggetti di valore in cambio, appunto, di un orologio "anti-scippo". Un modo per scongiurare i furti a danno dei visitatori della città partenopea, mettendo al sicuro i loro averi nelle cassette degli alberghi.

[immagine non disponibile]
L'orologio verrà distribuito negli hotel a 3, 4 o 5 stelle assieme a un vademecum con le "istruzioni per l'uso" della città. La guida si potrà trovare anche al porto, in stazione, in aeroporto. Gli orologi anti-ladri saranno decorati con il logo del progetto ("Nel tempo di Napoli"). Disponibili sei modelli, ideati da altrettanti artisti napoletani che hanno aderito gratuitamente: Ernesto Tatafiore, Lello Esposito, Sergio Fermariello, Nino Longobardi e Oreste Zevola.

L'iniziativa prevede un investimento di centomila euro per realizzare diecimila orologi e centomila opuscoli con mappe dei percorsi turistici e notizie sui maggiori monumenti. Marco Di Lello, assessore regionale al Turismo e ai beni culturali, ha spiegato che il progetto "vuole essere un modo per rendere più sicuro e piacevole il soggiorno dei turisti a Napoli, perché non si può fare come gli struzzi e nascondere il capo sotto terra facendo finta di non riconoscere un problema che esiste".

Fonte: Repubblica.it

Commenti

Mario · 15 luglio 2006

beh ... non so fino a che punto questa iniziativa possa esser intelligente e dove inizia la stupidita' demagogica della nostra insipida classe dirigente!

/ Voglio dire ... invece di curare la malattia curiamo i sintomi? che cosa assurda ... i sintomi vanno attenuati quando la terapia inizia a fare i suoi effetti ... senno' non sappiamo nemmeno se facciamo bene o meno!!

/ D'altra parte, pero', almeno si inizia cosi' ... e' gia' qualcosa, direbbe qualcuo ... sicuramente ... ma non e' SOLO questo ... invece mi sa che quelli che occupano le poltrone credano di si, che questo basti per dire che si sta facendo qualcosa per questa BELLISSIMA CITTA' .... "peccato che poi ci vivano i napoletani" ... ;)

Materazzi-Zidane: a rischiare e' la vittima!

14 luglio 2006
Ebbene si ...
secondo le recenti notizie a rischiare non e' il "grande" Zidane ma Materazzi ... che certo non e' uno stinco di santo ma questa volta e' la vittima ...

E' come se, dopo uno stupro, si metta sotto processo una donna perche' era "provocante" o "bona" ... e non il violentatore che ha abusato di lei ...

continua sotto...
Ok, forse il paragone e' un po' pesante ma il cocetto resta ....

Ah, i francesi ... che io stimo ma questa volta ...

Non sopportano proprio di perdere ... e, per di piu', con una Nazione, la nostra, che reputano inferiore ... perche' per il comune sentire, e' proprio cosi' che ci vedono ...

Ma non sanno quanto sbagliano ...

Voglio dire ... Zidane non e' ne un santo ne un grande uomo ... e' semplicemente un giocatore di calcio ... non e' un esempio di morale o di cultura ...
quando sabglia si deve dire e non fare quadrato ...

ricordo prefettamente quando totti fece quella cosa mostruosa dello sputo ... in Italia lo facemmo a pezzi, gli dicemmo di tutto ... che non era degno di indossare la maglia azzurra, che era un pupone, che non si sapeva controllare, che ci aveva fatto fare un figura di merda ... e lui incamero' le critiche, chiese scusa e stette zitto ...

Com'e' forse siamo migliri noi? Abbiam una maggiore onesta' intellettuale (magari no, magari siamo solo liberi da pregiudizi e da "grandeur" di vario genere ... anche vanagloria?) ...

Non so ... so solo che mi da estremamente fastidio questo loro modo di impostare la cosa ... stanno facendo pressioni politiche ...

vabbe' ... a dopo, devo andare

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ZURIGO (Svizzera) - Tra Materazzi e Zidane, secondo il codice disciplinare della Fifa, chi rischia di piu' e' proprio l'italiano. Se le dichiarazioni di Zidane sulle presunte provocazioni subite da Materazzi dovessero essere ritenute credibili dalla commissione disciplinare della Fifa, infatti, l'azzurro rischierebbe diverse giornate di squalifica. I due calciatori, Materazzi domani e Zidane il 20 luglio, dovranno presentarsi davanti alla commissione disciplinare della Fifa, presieduta dallo svizzero Marcel Mathier, che il prossimo 20 luglio a Zurigo emettera' la sua sentenza. La commissione, per prendere la sua decisione, si basera' esclusivamente sul codice disciplinare (90 pagine) della Fifa, in cui un intero capitolo e' dedicato proprio all'onorabilita' e al razzismo. (Agr)

Auguri al prof. Delrio

13 luglio 2006
Signori ... volevo usare questo piccolo, personale spazio per augurare al nuovo preside della mia facoltà, Giovanni Delrio, BUON LAVORO in quanto lo abbiamo eletto Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia della Seconda Universita' degl Studi di Napoli per il quadriennio 2006/2007 - 2010/2011 ...
E' stata un po' dura ma alla fine l'abbiam spuntata ... ;)

Adesso, caro prof, al lavoro ... la nostra collaborazione (cosi' come ai tempi della sua guida del CdLS) e' assicurata ... ;)

Un neurone un concetto?

13 luglio 2006

Un gruppo di neuroscienziati dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) e del California Institute of Technology (Caltech) ha scoperto che singoli neuroni sono capaci di riconoscere singoli concetti. La ricerca che ha portato a questa conclusione è stata illustrata al Forum europeo di neuroscienze in corso in questi giorni a Vienna. In particolare – ha raccontato il relatore della ricerca Christof Koch del Caltech – una donna che ha preso parte alla ricerca aveva uno specifico neurone che sembrava riconoscere il concetto “Jennifer Aniston”, la popolare attrice che ha impersonato una delle protagoniste della serie televisiva Friends.

La scoperta – che sembrerebbe contraddire la concezione attualmente più diffusa secondo cui i neuroni codificherebbero solo parti di informazioni, conservate all’interno di una complesssa rete di circuiti neuronali – è stata possibile per la collaborazione di otto pazienti che si sono sottoposti a un esperimento nel corso di un trattamento chirurgico contro l’epilessia. Per individuare in modo puntuale (in vista di una successiva operazione) la lesione epilettica, infatti, erano stati impiantati nel cervello dei pazienti 100 microelettrodi nel lobo temporale mediale, un’area coinvolta nella gestione della memoria. Dopo l’impianto, è stato chiesto ai pazienti di osservare foto di personaggi famosi mentre veniva registrata l’attività dei singoli neuroni connessi agli elettrodi; si è così potuto rilevare che alcuni singoli neuroni si attivavano in risposta a specifiche immagini.

L’idea rilanciata da questo studio non è in realtà nuova e fu per lo più scartata come semplicistica, bollando la teoria come quella che ipotizzava l’esistenza dl “neurone della nonna”. Koch ha ammesso che è necessario evitare di procedere per eccessive semplificazioni, ma ha anche sostenuto che l'idea che ai singoli neuroni vada attribuito un ruolo più complesso di quanto oggi generalmente accettato è una linea di ricerca da perseguire, anche se esistono oggettivi problemi a condurre – come andrebbe fatto – un’indagine di questo tipo su un numero molto superiore di neuroni individuali.


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Bloccare un enzima per fermare il cancro

13 luglio 2006

È una classe di inibitori enzimatici quella messa a punto da Tim Garrow dell’Università dell’Illinois a Urbana Champaign in collaborazione con Jiri Jiracek dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca. Si tratta di farmaci che potranno avere applicazione nella terapia dei tumori, come spiega Garrow: "Questi composti sono potenti inibitori dell’enzima betaina-omocisteina-S-metiltransferase (BHMT) che catalizza la reazione che converte l’omocisteina in metionina. Poiché le cellule cancerose richiedono alti livelli di metionina, la possibilità di rallentarne la produzione potrebbe fornire un metodo per inibire in modo selettivo la crescita del cancro”.

La metionina, in realtà, entra in molti processi biologici, tra cui la sintesi di diversi composti, le cellule cancerose, tuttavia, ne sono particolarmente "affamate".

“Quando negli animali di laboratorio affetti da cancro viene diminuita l’assunzione di metionina con la dieta – continua Garrow – le cellule cancerose sono molto più influenzate delle altre”.

Questa circostanza è servita come indicazione per sviluppare gli inibitori della BHMT. Iniettandoli nell’addome di topi da laboratorio sono stati ottenuti significative variazioni nelle concentrazioni dei metaboliti ed elevati livelli di omocisteina.

“È un segno – conclude garrow – che il nostro inibitore chimico trova la via per passare dalla cavità addominale nel fegato, dove è in grado di bloccare le reazioni catalizzate dalla BMHT.”


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Ebola minaccia le grandi scimmie

13 luglio 2006

Grazie al monitoraggio di ampie popolazioni di gorilla durante l’epidemia di Ebola avvenuta nella foresta pluviale del Congo, alcuni ricercatori delle Università francesi di Montpellier e di Rennes hanno documentato come in pochi mesi il virus abbia avuto un impatto drammatico sui gorilla che vivono in gruppo e, in modo sproporzionato, anche sui gorilla solitari. La conclusione offre indizi preziosi per lo studio dei fattori che influiscono sulla diffusione del virus e sulla minaccia che esso rappresenta per le grandi scimmie.

Ebola è un virus molto virulento per gli esseri umani e per le grandi scimmie. Dal 1994, il sottotipo Zaire del filovirus Ebola si è reso responsabile di nove decessi umani in Gabon e nella Repubblica del Congo, la maggior parte dei quali ha avuto origine dal contatto con carcasse di grandi scimmie. In effetti, Ebola è divenuto una delle maggiori minacce per gorilla e scimpanzé in questa regione. Le cause di ciò rimangono oscure: in passato si era ipotizzato che l’infezione si propaghi per mezzo delle cosiddette specie serbatoio – probabilmente pipistrelli della frutta – dal momento che la trasmissione da scimmia a scimmia è sfavorita dal basso tasso di incontri tra i gruppi. Ma in questo ultimo studio, pubblicato sulla rivista “Current Biology”, si è visto invece che la trasmissione tra gorilla è particolarmente alta all’interno dei gruppi, il che determina un tasso di mortalità fino al 97 per cento. Inferiore ma comunque elevato il tasso di mortalità degli individui maschi che vivono solitari: 77 per cento.

Secondo gli autori, la minaccia di Ebola è talmente grave che potrebbe portare alla morte il 95 per cento dei gorilla entro un anno circa.


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BrainGate: prime prove cliniche

13 luglio 2006

Un paziente con una lesione al midollo spinale è stato in grado di produrre segnali cerebrali che, captati da sensori impiantati nel cervello e tradotti in impulsi elettronici, gli hanno permesso di spostare un cursore e manipolare apparecchiature meccaniche. Quella apparsa sul numero odierno di "Nature" è la prima relazione di un trial clinico in corso presso il Massachusetts General Hospital (MGH) e lo Spaulding Rehabilitation Hospital da ricercatori di varie università, fra cui l'University of Chicago Medical Center, e la Brown University, dove viene sperimentato il BrainGate Neural Interface System, un’interfaccia cervello-computer.

"Il principale quesito che abbiamo risolto è se per una persona affetta da paralisi da lungo tempo fosse possibile sfruttare la corteccia cerebrale motoria per controllare un apparecchiatura esterna” ha dichiarato Leigh Hochberg del MGH. "Esisteva infatti il dubbio che le funzioni della corteccia motoria potessero aver subito delle modificazioni dato che quelle aree erano state scollegate dal resto del corpo in seguito alla lesione. Abbiamo scoperto che anche anni dopo che si è verificata la lesione, gli stessi segnali che un tempo controllavano gli arti sono ancora disponibili."

Prodotto dalla Cyberkinetics Neurotechnology Systems, Inc., BrainGate consiste di un sensore interno impiantato nel cervello del paziente in grado di rilevare l’attività neuronale e da un processore esterno che converte quei segnali in una forma adatta a un computer.

Attualmente sono in corso due trial clinici per valutare la sicurezza del sistema e la sua flessibilità nel tradurre l’attività cerebrale di pazienti affetti da lesioni spinali, gravi ictus, distrofia muscolare e sclerosi laterale amiotrofica.

Nel caso descritto su “Nature”, un paziente tetraplegico è riuscito, nell’arco di nove mesi e 57 sedute di addestramento, a muovere il cursore su un monitor, a disegnare un cerchio, a giocare con alcuni semplici videogiochi e ad aprire e chiudere una mano robotica per afferrare e spostare alcuni oggetti.


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Bando di ammissione

13 luglio 2006
Finalmente e' uscito il bando di concorso per l'ammissione a medicina ...

per maggiori info clicca sul link:
SunHope.it

Le Bandiere

4 luglio 2006
Signori ....
Quante bandiere in giro per le strade ...

Non riconosco quasi piu' l'Italia ...

Negli altri Paesi (la Francia e gli USA in testa) su ogni pilone c'e' una bandiera ... da quelle enormi a quelle minuscile ...

segno di un forte attaccamento alla Patria, ai suoi valori ...

Noi l'avevamo dimenticata questa cosa ... da noi le bandiere escono solo durante i mondiali, ci sentiamo italiani solo durante le manifestazioni sportive (e nemmeno tutte ...)

Poi un giorno arrivo' un vecchino piccino piccino che aveva una statura morale come quella del colosso di Rodi ... quel signore cosi' distinto con l'accento fioretino si marcato talune volte, si chiama Carlo A. Ciampi.

Ha fatto riscoprire agli Italiani la loro bandiera (dopo che era stata bistrattata da soggetti vestiti di verde che ci sputavano sopra) e con essa i suoi valori ...

Non so se non ci fosse stato Ciampi se il Referendum avrebbe avuto lo stesso risulato e con la stessa forza ...

Ci ha fatto, almeno in parte, dimenticare le nostre liti da campanile e le nostre piccole beghe di cortile ...

Ma, ma ... di bandiere ne vedo di piu' ... ma sempre poche ... e sempre in situazioni particolari ...

Signori ... non vorrei, davvero, che alla fine della nostra avvenuta mondiale le bandiere ritornassero di nuovo nei sottoscala o nei ripostigli ....

Mi piacerebbe per davvero che, quel sentimento di orgoglio nazionale, fosse vivo in noi e che lo si mostrasse .....
[immagine non disponibile]

Commenti

Mario · 5 luglio 2006

concordo appieno sul fatto delle bandiere bruciate ....

/ ma questi imbecilli lo sanno il valore simbolico di quello che fanno?

ne hanno idea?

secondo me no ... sono i classici imbecilli che fallo tamnto che fa ...

/ lasciamo stare va .. che mi innervosisco un botto ...

un lettore · 7 luglio 2006

Scusa, ma il buon Ciampi aveva un accento LIVORNESE e non fiorentino!

Mario · 8 luglio 2006

hai perfettamente ragione ...

dicevo fiorentino per dire toscano ... ma e' LIVORNESE! ;)

Manifesto per la Germania

4 luglio 2006
Signori ... questa e' una foto che ho fatto non piu' di 5 min fa con il mio cell ...
E' un manifesto funebre per la Germania ... speriamo porti bene! ;)

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Google diventa verbo!

4 luglio 2006

Londra - L'ultima edizione dell'Oxford English Dictionary, prestigiosa autorità linguistica per quanto riguarda l'Inglese, Google è diventato talmente popolare da meritare d'essere incluso nell'ultima edizione del dizionario.


Il verbo to Google, traducibile in Italiano con il cacofonico inglesismo "Googlare", è diventata l'espressione che indica l'uso del celebre motore di ricerca.



Il verbo ha valore transitivo, to Google something, nel senso di "usare Google per cercare qualcosa su Internet", oppure intransitivo, inteso come "effettuare ricerche d'informazioni su Internet grazie a Google". Fino a questo momento il verbo che si rifà al nome della creatura di Brin e Page ha avuto un uso legato quasi esclusivamente alla realtà dei blog e degli addetti ai lavori.



Le generazioni di utenti più giovani, nel Regno Unito così come negli USA, utilizzano già da molti anni to Google. Il passaggio da espressione gergale ad espressione accettata dall'Oxford English Dictionary è un segno di grandioso successo per l'azienda californiana: se il termine "Google" è entrato ufficialmente a far parte della lingua più parlata al mondo, soprattutto in ambito tecnologico, aziendale ed accademico, è segno che il numero di utenti familiari col brand di Mountain View sono davvero un numero impressionante.


Fonte: PuntoInformatico.it


La Grande Muraglia digitale ha una falla

4 luglio 2006

Pechino - Nessun sistema informatico è inespugnabile, neppure se si tratta della "Grande Muraglia" di firewall governativi utilizzati dalla Repubblica Popolare Cinese per censurare l'accesso alla Rete. Alcuni informatici dell'Università di Cambridge hanno scoperto un metodo d'attacco per gabbare il sistema dei filtri ed utilizzarlo contro gli stessi indirizzi IP che la Grande Muraglia dovrebbe schermare dai contenuti stranieri.



I firewall cinesi, basati su dispositivi costruiti da Cisco, utilizzano infatti una tecnologia di ispezione individuale dei pacchetti in grado d'intercettare le parole chiave proibite contenute all'interno del flusso di dati. In questo modo, le autorità cinesi riescono a bloccare qualsiasi trasferimento dati considerato di volta in volta più o meno "pericoloso": dai notiziari della BBC ai libri del Falun Gong, una pratica spirituale messa al bando da Pechino.

Per bloccare la consultazione di informazioni vietate, la Grande Muraglia cinese disattiva la connessione tra le due macchine coinvolte nello scambio d'informazioni vietate: per una ventina di minuti, i firewall "aggiungono" istruzioni di reset ai pacchetti TCP in transito tra i due punti della Rete. "Questo sistema è relativamente facile da neutralizzare", dice il ricercatore Richard Clayton dell'Università di Cambridge, "basta evitare che i due IP accettino pacchetti di reset ed il trasferimento dati avverrà senza censure di sorta".



Non solo: la facilità tecnica del cosiddetto packet forging, la creazione ad arte di pacchetti TCP/IP contenenti dati falsati riguardo al mittente ed al destinatario, potrebbe permettere ad un malintenzionato di "disattivare e bloccare l'accesso ad Internet dei computer istituzionali cinesi", aggiunge Clayton.



In pratica basta che un utente esperto localizzi l'indirizzo del sistema dei firewall cinesi a cui inviare anche solo un singolo pacchetto dati contenente una parola chiave proibita: manipolando l'header del pacchetto sarebbe possibile costringere il firewall ad inviare una richiesta di reset verso gli IP cinesi selezionati. "Conoscendo l'IP delle macchine utilizzate dalla pubblica amministrazione e l'IP delle macchine che si vuole rendere irraggiungibili", spiega Clayton, "un esperto potrebbe interrompere selettivamente le attività telematiche del parco macchine del governo cinese, bloccandone l'accesso a contenuti specifici o a sistemi d'aggiornamento come Windows Update".



Nel frattempo, la repressione cinese nei confronti della libertà d'espressione e d'informazione online continua a mietere vittime: gli ultimi bersagli della censura online del Partito Comunista sono i minorenni. In base ad una notizia pubblicata dall'agenzia Xinhua, il governo ha deciso di inaugurare le vacanze estive degli studenti limitando grandemente l'accesso ai minorenni agli Internet café. Questo, dicono i funzionari di Pechino, serve per tenere alla larga i giovani da "contenuti immorali": c'è da scommettere che non si tratta soltanto di pornografia ed immagini violente ma anche di notizie ed opinioni che tentano di contraddire la verità di Stato.


Fonte: PuntoInformatico.it



Carta di Identità elettronica 2.0

4 luglio 2006

Roma - Si riaccendono le speranze dei sostenitori di un documento unico elettronico per i cittadini italiani. Ieri, il ministro all'Innovazione nella PA, Luigi Nicolais, ha infatti spiegato che la Carta di identità elettronica (CIE) si farà e sarà del tutto diversa da quella ipotizzata nella scorsa legislatura e naufragata per mancanza di fondi e di progetti condivisi.


Il nuovo documento, ha spiegato Nicolais, sarà il compimento dei processi di informatizzazione in corso nella Pubblica Amministrazione italiana: avrà infatti funzionalità multiple di accesso alle banche dati sostituendo in toto "carta di identità tradizionale, tessera sanitaria, codice fiscale ed eventualmente anche patente e carta elettorale".



Nicolais in una intervista al Corriere delle Comunicazioni ha spiegato che la nuova CIE avrà durata decennale e costerà molto meno di quanto previsto dai progetti originari, 20 euro contro i 30-50 inizialmente ipotizzati.

Quanto ci vorrà? Qui ogni ipotesi è aperta ma a quanto pare Nicolais vede una strada spianata. "Ne ho già parlato con Amato, Turco e Visco - ha dichiarato - trovando rapidamente la massima disponibilità, tanto che ormai siamo molto avanti. Contrariamente a quanto si dice, c'è molta armonia e spirito di collaborazione tra i ministri".



In questo processo di sviluppo dovranno trovare posto, evidentemente, serie riflessioni sul fronte della privacy. A suo tempo l'allora garante della privacy Stefano Rodotà aveva messo in guardia sui rischi di un "documento unico" leggibile da appositi lettori in dotazione presso la Pubblica Amministrazione: per tutelare il diritto del cittadino, aveva spiegato, è necessario che non venga mai meno il controllo sui dati contenuti nella CIE da parte dell'intestatario della card.



Proprio rispetto alla sicurezza dei dati, lo stesso Rodotà aveva parlato dei dati sanitari come di informazioni "sensibilissime" sulle quali, proprio per questo motivo, l'intestatario dovrà avere piena autonomia decisionale, per esempio nel decidere quali informazioni di quelle che lo riguardano debbano essere "caricate" sulla card.



Su questo fronte si sono in passato espressi più volte esperti di fama che in qualche caso hanno persino bocciato tout-court l'idea di una "card unica", in quanto le problematiche di gestione sicura dei dati sarebbero tali da impedirne l'attuazione "senza che questo abbia delle conseguenze".


Fonte: PuntoInformatico.it


 

Un cavallo di Troia contro l'emofilia

4 luglio 2006

Ricercatori del Medical College of Wisconsin, a Milwaukee, hanno scoperto – dandone notizia sull’ultimo numero del Journal of Clinical Investigation – quella che potrebbe rappresentare la chiave di volta per una terapia genetica dell’emofilia A (la forma più frequente, che ha un’incidenza cinque volte superiore all’altra forma, l’emofilia B). L’emofilia A è dovuta a una deficienza di un fattore di coagulazione del sangue, il fattore VIII, legata a fattori genetici e viene curata con trasfusioni – in media tre volte alla settimana – di emoderivati. Nel 30 per cento circa dei pazienti, si sviluppa tuttavia una reazione immunitaria contro il fattore VIII fornito per trasfusione, impedendo a esso di svolgere la sua funzione.


Nel modello animale costituito dal topo, i ricercatori di Milwaukee sono riusciti a introdurre in cellule staminali destinate a trasformarsi in piastrine il gene per la produzione del fattore VIII, in modo da proteggerlo dall’attacco degli anticorpi ed essere comunque disponibile al momento del bisogno. Prima di passare a una sperimentazione sull’uomo, tuttavia, la nuova procedura verrà testata su altri modelli animali.


© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A


 


Linfociti T maturi da staminali embrionali

4 luglio 2006

Ricercatori dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) hanno dimostrato per la prima volta che le cellule staminali embrionali umane possono essere geneticamente manipolate in modo da svilupparsi in linfociti T maturi. La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni per lo sviluppo di una terapia contro l’AIDS. Nello studio, diretto da Zoran Galic e pubblicato sull’ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), i ricercatori hanno coltivato cellule staminali umane precedentemente incubate in un mezzo contenente cellule di midollo osseo di topo, che hanno indotto le staminali a formare cellule ematiche. Queste ultime sono poi state iniettate in un timo umano – una ghiandola naturalmente produttrice di queste cellule, che però normalmente nell’adulto col tempo regredisce – impiantato in un topo, che è stato così trasformato in una sorta di fabbrica di linfociti T umani.



“Questi risultati – ha detto un altro degli autori dell’articolo, Jerome Zack – indicano che è possibile decifrare i segnali che controllano lo sviluppo delle staminali in cellule T mature." A partire da queste scoperte, i ricercatori sperano di riuscire a sviluppare una terapia genica che consenta in prospettiva di “ripopolare” il sistema immunitario dei pazienti con deficit di linfociti T, sia che esso sia dovuto a un agente patogeno come l’HIV, sia che sia determinato da fattori genetici, come nel caso dei “bubble boys”, ossia dei bambini affetti da immunodeficienza congenita.


© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.



le classi iniziano a ribellarsi?!

4 luglio 2006
Com'era prevedibile i tassisti (che certo lobby non sono ma casta si ... poco inviata, sicuramente, ma casta!) iniziano a sciperare, e non reagire ... a calpestare i diritti dei consumatori tutti ...

Qui io non voglio attaccare lo scipero CHE E' SACROSANTO ... SONO ANCHE LORO LAVORATORI E COME TALI HANNO DIRITTO DI DIFENDERE I LORO INTERESSI, ma per fare uno sciopero ci sono delle regole da rispettare, delle procedure da seguire ...
loro, invece, se ne sono infischiarti da subito ... immediatamente e' divantata una protesta illegale ... e questo, cari compagni tassisti, permettetemelo non vi giova ... e' un boomerang!!

Come giustamente faceva notare Pietro Ichino sul CorSera di oggi, "... Potrebbe accadere, per esempio, che un prefetto o un sindaco — constatata la violazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici, la situazione di grave pregiudizio che ne deriva per la cittadinanza e l'impraticabilità in questo settore della precettazione — autorizzi in via d'urgenza altri e in altre forme a offrire il servizio di autotrasporto ai cittadini. Se poi l'esperimento prendesse piede, allora sì la vecchia «licenza per l'esercizio di auto di piazza» rischierebbe di diventare un pezzo di carta straccia." ...

in Italia, nell'Italia di oggi, non succedera' mai perche' non c'e' nessuno che ha le palle per fare una cosa del genere, ma speculando filosoficamente, potrebbe succedere e poi non so se non rimpiangereste le vecchie situazioni ...

Io credo che non sia cosi' grave la cosa che il governo ha varato, e nulla e' immutabile ... ma se si vuole salvare il Paese, se si vuol far rinascere la nostra amata Italia allora TUTTI ... TUTTI devo esser pronti a fare dei passi indietro, delle concessioni ...

Basta con i piccoli latifondi, con le cittadelle ed i bastioni dei diritti di pochi ...

L'europa, la societa' mondiale si sta evolvendo a ritmi tali che c'ha fatto fuori nel giro di 5/8 anni ... oramai abbiamo un solo piccolissimo spiraglio per passare ... dopo la ruota chiude il passaggio e si deve aspettare ... non si sa quando ........

Forza Italia ...

Commenti

un lettore · 5 luglio 2006

Come riportavo in qualche commento fa, la riforma sulle licenze e sulle lobby non è certo sbagliata pur rivestendo a mio parere un grado di priorità nettamente inferiore a molti altri aspetti che in Italia non funzionano. Ciò detto anch'io credo che la protesta sia legittima, anche se voglio ricordare che la precettazione può essere attivata visti i numerosi ed oltremodo irritanti precedenti avutisi l'anno scorso con scioperi selvaggi dei dipendenti del trasporto "PUBBLICO" (dov'erano le regole?Perché chi ora dà addosso ai tassisti allora non parlava?). L'unica cosa che continua a farmi irritare molto è il credere che piccole riforme e piccoli cambiamenti come questi, solo perché apportati a quelle che il popolo del centrosinistra chiama caste o qualcosa del genere, e solo perché vengono finalmente distrutti quei diritti dei pochi, possano portatre a crescere l'Italia.

Se chi governa continuerà a guardare solo alle proprie idee ed a distruggere le cose (giuste o sbagliate) fatte dai propri avversari precedentemente, l'Italia resterà al palo. Io mi sto già arrabbiando!

Maleducati in città, guida all'etichetta urbana

4 luglio 2006
MILANO - Vittime di jungle metropolitane. Vessati dalla maleducazione altrui. Ovunque. Per strada, in taxi, in metrò, in ufficio, a casa di amici, pure dai parenti. Impossibile vita di città. E sì che la tecnologia, le comodità, l'abbattimento di qualsiasi convenzione dovrebbero averla semplificata. Invece, l'anziano deve simulare uno svenimento pur di riuscire a convincere il 18enne a cedergli il posto sul bus. O per strada tocca sentirsi gli affari altrui raccontati a un auricolare. Peggio ancora, la signora incinta deve subirsi il fumo passivo (e tacere) dell'Avana gustato dal manager vicino di tavolino al locale all'aperto.
Ci vorrebbe un po' di bon ton metropolitano. Basterebbero anche solo buon senso e buone maniere. Ma per tutti (e sono molti) coloro che hanno bisogno di rinfrescarsi la memoria, gli americani hanno pensato a un Manuale di etichetta urbana. Può far sorridere leggere che «a un party tutte le droghe vanno condivise» o che «certo, puoi approfittare della connessione wireless del tuo vicino senza pagare», perché della sua vita tanto già condividi tutto, «odori di cucina, incontri sessuali, esercitazioni con la chitarra». Ma non si esagera mai a ricordare che «il cellulare è assolutamente vietato al cinema, in teatro o nei ristoranti romantici», che «non offrire il posto in metrò a un anziano (a meno che non si abbia una gamba di legno) ha un grado di maleducazione pari a 10» e che «al ristorante è bene iniziare un'ordinazione sempre con "potrei avere..."».
Per la verità la guida è diretta ai newyorkesi che, racconta il New York Magazine, «hanno bisogno di un po' di etichetta proprio per la natura della loro città, costantemente connessa, affollata di senza radici, sessualmente libertina», tutte caratteristiche che la rendono più a rischio di una cittadina di provincia. E qualche regola male non fa. «Ci sono — scrive il Magazine — partner interrazziali e interreligiosi, coppie sposate di gay con figli avuti dalla migliore amica, due spose sullo stesso altare». E poi, «come reagisci quando qualcuno ti presenta un collega come il suo amante? (Primo passo: non sputare il tuo drink)». Oppure: «Quando finisce uno scambio di email professionali in ufficio? Confermare di aver ricevuto una informazione è appropriato, ma confermare di aver ricevuto la conferma 3 della conferma diventa superfluo».
Certo, alcune sembrano situazioni da Sex and the City, però può sempre servire sapere, anche al di qua dell'Atlantico, come comportarsi «se il tassista attacca bottone e tu non hai alcuna voglia di chiacchierare: metti le cuffie dell'iPod, fai finta di esserti addormentato o fingiti morto». E aiuta ricordarsi che sul metrò «leggere il giornale del vicino a sbafo è sempre vietato», a meno che non ci sia «un fatto di cronaca talmente importante da essere necessario saperne di più» (anche a sbafo). In tutti gli altri casi, «compratevi il giornale, 25 centesimi potete pure spenderli». In metrò, è inoltre molto maleducato (livello 9) mangiare e bere: «Il tuo orribile cibo finirà di sicuro addosso a chi ti è intorno». Come di cattivo gusto (livello 8 di maleducazione), sempre su bus, tram e metrò, è «strapparsi le ciglia e le pellicine delle unghie e usare il filo interdentale (o simili): una società civilizzata si misura nella linea di demarcazione che esiste tra i suoi mezzi pubblici e i suoi bagni». Perché le buone maniere non sono mai fuori moda.

Claudia Voltattorni
Fonte: Corriere.it

Benigni legge Dante a Santa Croce

3 luglio 2006
FIRENZE - Davanti alla tv, quel 23 dicembre del 2002, per L'ultimo del Paradiso, rimasero incollati oltre 12 milioni di telespettatori (45,48% di share su Rai Uno): quanta gente potrà contenere, dal 21 al 25 luglio, a Firenze, piazza Santa Croce, visto che c'è Roberto Benigni che legge, narra e commenta dieci Canti dell'Inferno dantesco? Impossibile fare il calcolo, facile pensare al risultato: saranno in tanti. Uno dei luoghi più belli della città dei Medici ospita quello che si configura come un evento, TuttoDante, una lectura Dantis dell'attore e regista toscano, in piazza, per tredici serate. E attenzione: "Chi non viene allo spettacolo è un coglione e un indegno - ha detto Benigni durante la presentazione dello spettacolo, a Palazzo Vecchio - a chi viene, invece, gli levano l'Ici. E' una promessa del Comune".
Dieci serate dedicate all'esposizione, in forma narrativa, di dieci canti dell'Inferno. E le ultime tre serate, invece, dedicate ai Canti più celebri della Commedia: quello di Ulisse (Inferno XXVI), quello del conte Ugolino (Inferno, XXXIII), e il canto XXXIII del Paradiso dedicato alla Vergine. E proprio quest'ultimo rappresenta una perla nell'evento. Perché Benigni torna ad affrontare il Canto alla Madonna dopo tanti anni.

Benigni parla dei Canti come di "puntate di un serial, se senti la prima torni perché vuoi sapere come va a finire" ma poi accenna anche all'importanza di "far tornare Dante in Santa Croce", come dire che l'anima di Firenze si restituisca alla città. E infatti TuttoDante, come sottolinea il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, non sarà solo un evento, ma la restituzione dell'identità, e quindi della sua anima, alla città universale che ha dato al mondo il primo Poeta davvero universale.

Ma la solennità delle parole del primo cittadino è infranta da quelle dell'attore: "Volevo fare una tournée sulla politica, ma Berlusconi ha perso e ha levato il lavoro ai comici. Siamo rovinati. I comici, ma anche Putin, che non sa più dove andare in vacanza. Prodi gli ha offerto l'affitto in un hotel a Casalecchio di Reno a sue spese. Anche Blair non si può mettere più la bandana da solo, siamo tutti rovinati".

Fonte: Repubblica.it

Troppo bello per esser vero: la carica dei reazionari

3 luglio 2006
Mi era parso troppo bello perche' fosse vero ...
Non ci potevo credere: il governo di sinistra che faceva riforme di sinistra ... NOOOOOO ... una vocina mi diceva che c'era qualcosa che non andava .... ed infatti, c'era il ceppone di Ceppaloni!!
La cosa che omettevo e' quel "centro-" ...
chiariamoci ... io sono tesserato DS, SOCIALISTA per cultura, formazione ed interessi ... e voglio dire .. i ds, e tanto piu' i socialisti sono molto piu' moderati della "sinistra" (che poi qualcuno mi deve ancora spiegare da quando i verdi sono quasi degli extraparlamentari!!) ... ma piu' al centro di noi (ds e dl) ci sono dei nomi: Mastella e Di Pietro con tuttii loro corollari ...

Non ci faranno cadere i compagni delle estreme periferie: Bertinotti e' troppo intelligente perche' faccia una cosa del genere, Pecoraro ci tiene alla poltrona da buon meridionale nei posti di potere (cosi' come anche Mastella e Di Pietro ... attenzione!) ... no, signori, a farci cadere (al max io do Aprile/Giugno 2007) sara' uno di quelle persone ... uno di quei "centristi" che "c'entrano" ... ;)

Speriamo che mi sbagli ....

La ragione di queste considerazioni? Le dichiarazioni del Ceppo sul fatto che gli abbiano toccato la sua "sfera di influenza" ... ma spirito di sacrificio, di squadra? no?

bah ... chi lo sa ... ;)

Commenti

un lettore · 3 luglio 2006

Credo che questa situazione sia un po' figlia di un centro sinistra che è andato al governo con un grosso e plebiscitario rafforzamento delle ali estreme della coalizione ma che sa che l'unico modo per governare in maniera funzionale il nostro Paese è quello di seguire la linea dei moderati. La vera questione è che con la precedente maggioranza quando c'erano tensioni c'era qualcuno che faceva capire a tutti che se si rimaneva compatti con qualche compromesso si rimaneva anche stabili. Qui mi pare che molte persone (Pecoraro e Di Pietro in prima fila) tengano molto di più ai propri troni che alla stabilità di un governo che deve fare bene per un Paese. Non ci servono primedonne e attori saliti per una manciata di voti che vogliono essere protagonisti

TROPPA CONFUSIONE IN AEREO, 40 RAGAZZI LASCIATI AD AMBURGO

3 luglio 2006
Questa cosa mi fa venire in mente le 23h di aereo di andate e 24 di ritorno del mio viaggio in australia ... quando ci mettemmo a suonare la chitarra ... stile pulman in gita!!! ;)

eh eh eh eh eh
ROMA - Decollati da Roma alla volta di Manchester, quando l'aereo Lufthansa ha fatto scalo ad Amburgo, il comandante li ha obbligati a scendere ed e' ripartito. E' accaduto ad una quarantina di bambini di una scolaresca romana, tutti di eta' tra gli 11 e i 15 anni, partita nel pomeriggio dalla capitale, accompagnata da due professori. Il motivo della decisione del comandante sarebbe la confusione che hanno creato a bordo che, secondo lui, avrebbe messo fuori sicurezza il volo.

I ragazzini, tutti della scuola Massimiliano Massimo, nel quartiere Eur di Roma, sono ancora all'aeroporto di Amburgo dopo alcune ore mentre i professori venivano interrogati dalla polizia dello scalo che conducono le indagini sul caso. Della vicenda e' stato informato il console italiano. Soltanto pochi minuti fa sarebbe stato individuato un albergo dove i bambini potranno trascorrere la notte mentre non e' ancora chiaro come potranno raggiungere la citta' inglese di destinazione. I loro bagagli, intanto, avrebbero gia' raggiunto Manchester.

Le polemiche con la compagnia di bandiera tedesca sono sorte anche in merito al pagamento dell'albergo per questa notte: la Lufthansa sostiene di non avere responsabilita' in materia e che le spese sono tutte a carico dei viaggiatori.

Forte l'apprensione e lo stupore dei genitori dei piccoli. ''Siamo rimasti allibiti e continuiamo ad esserlo - ha detto l'ex presidente del XII Municipio, Paolo Pollak, al corrente della vicenda e amico di alcuni dei genitori - E' inammissibile che quaranta bambini vengano lasciati in una situazione come questa, che non saprei come definire. Qualunque cosa avessero fatto - ha concluso - questo non e' sicuramente il metodo adatto sicuramente''

Pollak ha informato della vicenda l'assessore comunale alle Politiche educative e scolastiche Maria Coscia che si e' messa in contatto con il gruppo ad Amburgo offrendo loro disponibilita' per qualunque urgenza e necessita'.

Fonte:

ORSO 'BRUNO' ABBATTUTO, L'UE APRE UN DOSSIER SULLA MORTE

3 luglio 2006
ROMA - ''Abbiamo appreso che la Commissione europea ha accolto il nostro invito a verificare se ci sono i termini per aprire una procedura di infrazione rispetto alla direttiva Habitat da parte della Germania e questo non puo' che renderci felici''.
E' quanto afferma il presidente del WWF Fulco Pratesi che mercoledi' scorso aveva inoltrato a Bruxelles una richiesta di procedura di infrazione contro la Germania per violazione della direttiva Habitat sulla tutela della specie in relazione alla vicenda dell'orso 'Bruno' ucciso in Baviera nei giorni scorsi, dopo essere sconfinato dall'Italia.

''Ora - ha aggiunto - mi auguro che gli accertamenti avviati da Bruxelles portino all' apertura di una procedura d'infrazione. Noi, comunque, siamo determinati ad andare avanti ad ogni livello. Per noi l'orso e' un simbolo, e la sua tutela non e' preziosa solo per l'Italia ma anche per tutta l'Europa''.

Comunque sia, per Pratesi l'interesse dimostrato sulla vicenda dal Commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas, che avrebbe dato mandato ai suoi uffici di raccogliere tutte le informazioni necessarie a ricostruire la vicenda, ''e' un fatto positivo'' che ''ci conferma nell'idea che l'ingresso nell'Unione europea sia stato un passo importante anche per la tutela e la conservazione delle biodiversita'''.

L'apertura di un dossier per fare chiarezza sulla morte di Bruno (cosi' si chiamava l'orso ucciso) ''dimostra - ha aggiunto Isabella Pratesi, direttore del programma di conservazione del WWF Italia - che la corretta applicazione della direttiva Habitat sta a cuore anche all' Unione Europea ed e' cosi' che deve essere, visto che rappresenta l'unico strumento per la conservazione della biodiversita' in Europa.

L'abbattimento dell'orso 'Bruno' era stata definita ''inaccettabile'' anche dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che aveva inviato una lettera ai ministri federali dell'Ambiente austriaco Josef Proll e tedesco Gabriel Sigmar, nonche' al Commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas, in cui scriveva che ''il Governo italiano si attendeva un coordinamento piu' accentuato al fine di salvaguardare la vita dell'animale''.

Fonte:

BIMBA GIUNGE GRAVE IN OSPEDALE, MUORE SUBITO DOPO

3 luglio 2006

Sono brasiliane le gemelle piu' belle del mondo

3 luglio 2006
Sono loro le gemelle più belle del mondo. Arrivano dal Brasile, per l'esattezza da Rio de Janeiro, Sara e Bruna Gontijo, le due gemelle di 23 anni vincitrici, alla finalissima di Las Vegas, del concorso internazionale "Body Doubles". Alle selezioni avevano partecipato ragazze da tutto il mondo, in finale sono arrivate, oltre alle Gontijo, gemelle provenienti da Vancouver, Sidney, Londra, Shanghai, New York e Los Angeles. Ma le brasiliane hanno avuto la meglio su tutte.

sotto le immagini ...

La verità? A me non piacciono ... ma tant'è ... brutte non sono ...

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Commenti

un lettore · 3 luglio 2006

ma siamo sicuri che siano gemelle??? non mi sembrano poi tanto uguali!!! saranno eterozigote???

strega

Mario · 3 luglio 2006

nella sezione "Album" ci sono le altre finaliste ... anche due italiane! ;)

un lettore · 8 luglio 2006

effettivamente nn si somigliano molto..sembrano sai quelle amiche un pò sceme di 13anni che si vestono uguali e si fanno la stessa tinta per assomigliarsi???????? cmq di sicuro lo sono, ma ho visto che le gemelle italiane je danno 'na pista (per i nn capitolini significa che erano decisamente piu belle!!)e poi basta con queste brasiliane!! nn si sopportano più le brasilienji spuntano come funghi ovunque!sono dappertutto!!! vogliamo ricordare ai cari maschietti che le donne nn sono solo le brasileire??????? basta!! w le italiane!!!

A Ischia hacker trafugava numeri carte credito, denunciato

2 luglio 2006
(ANSA) - NAPOLI, 2 LUG - Con il suo computer portatile, ad Ischia (Napoli), rubava da un negozio i dati delle carte di credito usate per effettuare acquisti. E' stato, pero', notato dai carabinieri e per un hacker americano, 40 anni, con nonni ischitani, colto in flagranza, e' scattata la denuncia per attivita' illecita. Ad insospettire la pattuglia dei cc, e' stato il fatto che l'americano, residente in California, a San Pedro, era gia' da un bel po' di ore fermo in strada con il suo pc in funzione.

Apple si autodenuncia alla Sec

2 luglio 2006
(ANSA) - NEW YORK, 29 GIU - Apple si autodenuncia alla Sec, la Consob americana, per irregolarita' nei piani di assegnazione delle stock option. Lo ha comunicato la stessa societa' di Cupertino, spiegando di aver riscontrato i problemi nel corso di un'indagine interna, in particolare nel periodo compreso tra il 1997 e il 2001. "Apple e' una compagnia trasparente - spiega il numero uno Steve Jobs in una nota - Vogliamo risolvere i problemi quanto prima".

Trovato gene mucopolisaccaridosi

2 luglio 2006
(ANSA) - VENEZIA, 2 LUG - L'ultimo gene, che non era ancora stato identificato, responsabile della mucopolisaccaridosi e' stato individuato. La scoperta e' stata possibile grazie ad una collaborazione fra le universita' di Praga e Montreal ed e' stata annunciata a conclusione del Simposio internazionale sulle mucopolisaccaridosi. Il gene, chiamato Tmem76, secondo i ricercatori e' particolarmente interessante perche' atipico nei confronti degli altri geni implicati nelle mucopolisaccaridosi.

Francia: motore ricerca per messe

2 luglio 2006
(ANSA) - PARIGI, 30 GIU - Nasce un motore di ricerca che raccoglie gli orari delle messe e delle festivita' religiose in tutti i principali luoghi di culto francesi. E' messesinfo.cef.fr, lanciato nel 2002 e appena 'ristrutturato' per rispondere al meglio alle richieste dei fedeli. Secondo i vescovi il sito ha riscontrato un notevole successo. I francesi, infatti, si muovono sempre di piu' all'interno del paese, e messesinfo.cef.fr vuole aiutarli a trovare il luogo di culto piu' vicino.

Francia, ok diritto autore Internet

2 luglio 2006
(ANSA) - PARIGI, 30 GIU - Il Parlamento francese ha adottato il progetto di legge sul diritto d'autore, per impedire lo scaricamento illegale di file da internet. Solo i parlamentari dell'Ump hanno votato a favore, mentre i gruppi di sinistra, i Verdi e l'Udf hanno votato contro. Le sanzioni previste vanno da semplici multe di 38 euro per l'internauta che scarica file illegalmente a pene di tre anni di prigione e 300.000 euro per quelli che vendono programmi pirata.

CALDO E STRESS, LUGLIO MESE NERO PER CONCEPIRE UN BIMBO

2 luglio 2006
ROMA - Luglio mese nero per chi vuole concepire un bambino. Magari si fa anche tanto sesso in questo periodo dell'anno, complice la stagione estiva, ma è proprio in questi giorni che si conta il minor numero di concepimenti.
A peggiorare la partenza della cicogna è lo stress accumulato durante l'anno e il caldo, uno dei maggiori nemici della fertilità maschile.
Lo segnala il Centro Artes di Torino, specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sterilità di coppia, che ha incrociato i dati dell'Istat sulle nascite in Italia dal 2003 al 2005 con i propri concepimenti delle coppie trattate.

Il picco di concepimenti si ha in inverno, più o meno a Natale, con conseguenti nascite in estate. I mesi meno fertili sono maggio e luglio. Unica eccezione il mese di agosto, in cui - secondo gli esperti - la condizione di relax generalizzata e la conseguente maggiore dedizione delle coppie ad incontri sessuali, riesce a far fronte al caldo, nemico giurato della fertilità.

In testa della top 12 mesi del concepimento favorevole si trova, quindi, dicembre (51.202); seguono gennaio (49.453), ottobre (48.797), novembre (48.020), marzo (47.191), agosto (46.423), aprile (45.622), febbraio (45.134), settembre (45.061), giugno (44.406), luglio (41.758), maggio (40.927). Negli ultimi tre anni, perciò, la media dei bambini nati a febbraio, e quindi concepiti a maggio, è di 40.926, mentre la media dei nati ad aprile, e quindi concepiti a luglio, è di poco superiore: 41.758.

Per entrambi, circa l'11% in meno rispetto alla media. Anche giugno resta staccato di qualche migliaio di bambini rispetto ai mesi più fertili: si hanno infatti in media rispettivamente 45.796 nascite a marzo. In controtendenza, come già osservato, il mese di agosto, in cui moltissimi italiani in ferie, dedicano molto più tempo all'amore: sono 46.423, infatti, in media le nascite a maggio.

Al contrario, i mesi in cui nascono in Italia più figli sono quelli che vanno da luglio a ottobre. Il calcolo è molto semplice: è nel freddo periodo che va da ottobre a dicembre che si concepisce di più, con un picco a dicembre. Il mese più fertile è infatti il dodicesimo dell'anno: la media dei bambini nati in Italia nove mesi dopo, ovvero a settembre, negli ultimi tre anni è di ben 51.202.

Nella classifica dei mesi ideali per il concepimento seguono altri mesi freddi come gennaio (49.453 i nati a ottobre), ottobre (48.797 i nati a luglio), novembre (48.020 i nati ad agosto). "Con l'aumento della temperatura ambiente spiega Alessandro Di Gregorio, direttore del Centro Artes diminuisce la concentrazione degli spermatozoi, peggiorando il liquido seminale maschile.

Anche un aumento di pochi gradi, poi, considerata l'alta incidenza di varicoceli nella popolazione maschile, è sufficiente a diminuire la qualità del liquido seminale e alterare la fertilità. Se a questo aggiungiamo una condizione di stress legata alla stanchezza accumulata nei mesi invernali e non ancora smaltita, il gioco è presto fatto". Insomma, in estate si continui pure a fare sesso, ma per i figli meglio riparlarne in autunno.

Fonte: Ansa.it

PRODI, LIBERALIZZAZIONI? NE FAREMO ALTRE

2 luglio 2006
BOLOGNA - Il Governo ha altre liberalizzazioni in programma? "Sì", ha risposto il presidente del Consiglio Romano Prodi intervistato a Bologna dal TG3.
"Io credo - ha spiegato - che dobbiamo ritoccare tutto quello che favorisce i cittadini. L' Italia è un paese in cui ci sono costi troppo alti".
"I tassisti sono dei consumatori e anche a loro piace pagare meno per il conto in banca o per le assicurazioni". Al giornalista che gli ha chiesto cosa il premier voglia dire ai tassisti in rivolta, Prodi, oltre ad aver parlato di loro come consumatori, ha ricordato che "prima di tutto abbiamo scritto che i Comuni provvederanno sapendo le necessità locali".

Perché sulle liberalizzazioni il Governo non ha cercato la concertazione? "Perché - ha risposto il presidente del Consiglio - erano parte del programma. E tutti sapevano che io avevo come priorità assoluta l' interesse dei cittadini". Per molti esponenti della Casa delle Libertà il decreto sulle liberalizzazioni varato dal Governo sarebbe una sorta di specchietto per le allodole. "E' come lo specchio di Archimede... alla fine ti brucia".

PACCHETTO BERSANI: GIOCHI PIU' LIBERALIZZATI,VIA A NUOVE AGENZIE
ROMA - Il dl Bersani avvia alla liberalizzazione anche i giochi, con l'avvio di 2.600 nuove agenzie per scommettere, e la fissazione di nuove aliquote. Molte le novità, quindi, che attendono gli scommettitori: fra le principali (secondo quanto è dato leggere dal decreto pubblicato integralmente oggi sul Sole24 Ore) figura l' introduzione del gioco peer-to-peer, che consente ai giocatori di scommettere gli uni contro gli altri senza più un banco tradizionale, ed il varo degli skill-games, cioé i giochi di abilità on-line sui quali la quota di prelievo è già prefissata al 3%. Per quanto riguarda il via libera alle nuove agenzie, il decreto ne prevede la nascita di 2.600 (2.100 per le scommesse sportive e 500 per quelle ippiche), che saranno comunque affiancate da molti corner in altri esercizi dedicati al gioco.

BERSANI, FAREMO RIFORMA SISTEMA PROFESSIONI
"Andremo avanti nella riforma del sistema delle Professioni". Lo ha assicurato il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, parlando dei provvedimenti presi due giorni fa dal governo in tema di liberalizzazioni. Bersani, che è intervenuto al Castello di Camino a un seminario di studio, ha aggiunto: "poi proseguiremo sui temi dell'energia". Il ministro ha anche annunciato: "domani riunisco il consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e proporrò che sia messo a disposizione come supporto al parlamento". Il ministro ha poi detto di condividere la proposta formulata nel corso di una tavola rotonda da Marco Follini (Udc), di un "presidio in qualche misura parlamentare che si occupi dei temi delle liberalizzazioni e della concorrenza".

FOLLINI, I TASSISTI NON TEMANO UN SALTO NEL BUIO
CAMINO (ALESSANDRIA)- "Sulla manovra economica esprimo un giudizio critico. Mi sembra minimalista. Apprezzo le liberalizzazioni". L'ex segretario dell'Udc Marco Follini valuta così i provvedimenti annunciati due giorni fa dal governo, e ai tassisti in rivolta dice: "A chi teme un salto nel buio del cambiamento segnalo che tante volte queste cure hanno dato buoni effetti, anche se all'inizio possono essere state scomode e non indolori".

Per Follini, la manovra economica predisposta dal ministro Padoa Schioppa è minimalista soprattutto "al cospetto delle denunce che lo stesso centrosinistra ha fatto sulla difficoltà ereditata e su quella dei conti pubblici". "Ma per quanto riguarda la parte sulle liberalizzazioni - prosegue - apprezzo e condivido e credo che un'opposizione matura sfida il governo sul terreno della maggiore libertà e non sulla difesa delle vecchie corporazioni".

"Certo, la liberalizzazione è un disegno complessivo - ha ancora sottolineato Follini, a proposito del fatto il decreto Bersani riguardi solo alcune categorie - e non si può fermare a metà del campo, delimitato dalle proprie convenienze elettorali. E' chiaro che bisogna fare molti passi in più.

E' l' inizio di un cammino, non un traguardo già tagliato. Bisogna portare una liberalizzazione più forte nel campo dei pubblici servizi quali che siano le conseguenze elettorali". L'esponente dell'Udc esprime i suoi giudizi a margine di un seminario di studio su "Nuova economia e nuova societa", che si tiene nel castello di Camino, sulle colline del Monferrato, organizzato dall'associazione "Ricominciamo da capo".

RUTELLI, PRONTI AL DIALOGO MA...
"Il governo Prodi ha un obiettivo prioritario: il ritorno alla crescita economica. Per raggiungerlo, è essenziale tagliare le tasse sul lavoro (il cuneo fiscale e contributivo) e questo avverrà dal primo gennaio con sicuro beneficio per tutto il sistema delle imprese, per la sua capacità competitiva, e anche per il potere di acquisto di molti lavoratori". Così il vice premier Francesco Rutelli commenta i provvedimenti varati dall'ultimo Consiglio dei ministri. "Tre sono le linee strategiche - sottolinea il leader della Margherita - già chiare nel decreto approvato dal CdM: mettere in ordine i conti, modernizzare un paese rallentato da veti e incrostazioni corporative, garantire maggiore equità perché sia alta la coesione sociale". "Siamo disponibili - annuncia quindi Rutelli - al confronto in Parlamento e con le parti sociali perché il decreto, approvato venerdì in Consiglio dei ministri, sia migliorato. Ma migliorarlo significa rafforzarne la portata riformista e rimuovere qualche aggravio amministrativo e burocratico, non certo attenuarne la spinta a tutela della concorrenza e del cittadino-consumatore". "Confido - conclude - che prevalga la promozione dell'interesse generale: gli interessi particolari sono importanti, ma vengono dopo. E credo che questa sia anche una palestra assai importante per il Partito democratico".

GASPARRI, E' UNA CHIARA RITORSIONE POLITICA
"Credo che non ci voglia molto ingegno per capire che la manovra del governo abbia voluto colpire ambienti e categorie che hanno prevalentemente scelto alle ultime elezioni il centrodestra". Lo afferma Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, il quale sottolinea che "si tratta dei professionisti e di alcune categorie del mondo artigiano, della stessa Chiesa chiamata a pagare più tasse". "A fronte di tutto ciò - prosegue il deputato di An - il dovere di un'opposizione seria e rigorosa è quello di aprire un immediato confronto con gli ordini professionali e rappresentanti delle categorie colpite, a cominciare dai commercianti, per realizzare quel confronto che il governo ha ostentatamente negato". "Pronti a banchetti con vertici imprenditoriali poco rappresentativi e a incontri con la triplice sindacale - polemizza Gasparri - Prodi e compagni non hanno riconosciuto alcuna dignità a professionisti, commercianti e altre categorie colpite. La scelta non è casuale e rappresenta una chiara ritorsione elettorale. Verrà poi il tempo, da parte del governo, per i licenziamenti dei pubblici dipendenti e altri danni alle forze dell'ordine e ad ambienti di altro tipo". Gasparri rivolge quindi un appello agli alleati della Cdl: "Non dobbiamo dividerci sul nostro versante politico su questi provvedimenti, ma incontrare fin dalle prossime ore i rappresentanti delle categorie colpite per valutare ciò che va respinto, ciò che è accettabile, ciò che deve essere modificato. Soprattutto An può e deve svolgere questo ruolo che alcuni di noi hanno già cominciato a interpretare dialogando con categorie e ceti produttivi indignati per il dictat subito. La logica del confronto nella società civile è ciò che Alleanza Nazionale deve privilegiare. E' questa occasione è il primo banco di prova concreto per un'opposizione motivata a Prodi e per stabilire un ponte al di là del recinto dei partiti con la società italiana, soprattutto con quella che ci ha dato tanto consenso ed un preciso mandato in Parlamento".

STOP DEI TASSISTI L'11 LUGLIO
Fermo nazionale dei taxi l'11 luglio per protestare contro la liberalizzazione delle licenze decisa dal governo nell'ambito della manovra.
Ad annunciarlo sono sindacati di categoria Unica-Cgil, Cisl-Taxi, Ugl-Taxi, Ata-Casa, Ait e Cna-Fita che hanno inviato comunicazione alla Commissione di Garanzia per gli scioperi.

In occasione del fermo nazionale, sarà organizzato a Roma un corteo che partirà alle 9 da Piazza della Repubblica per giungere a Piazza Venezia. Da qui una delegazione si sposterà davanti a Palazzo Chigi. "Abbiamo già chiesto una convocazione al ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani - fa sapere Nicola Giacobbe segretario generale della Unica-Cgil -. Ci auguriamo che ci riceva l'11 luglio, se no prima".

LA RIVOLTA DEI TASSISTI: A FIUMICINO BLOCCHI IN ARRIVO
Non staranno probabilmente ad attendere lo sciopero nazionale del prossimo 11 luglio i tassisti che lavorano nell'aeroporto di Fiumicino. Dopo l'annunciata liberalizzazione delle licenze da parte del governo, cresce il malcontento dei tassisti anche nello scalo romano, che non escludono da domani blocchi e assemblee spontanee. "'Ne parleremo tra noi, ed in caso non aspetteremo i sindacati. Da domani - hanno detto oggi mentre erano in fila per aspettare i clienti - non escludiamo assemblee spontanee e blocchi. Quella che si profila e' la distruzione della categoria e delle persone che la compongono".

L'attività oggi, al momento, è regolare ma capannelli di tassisti, in questa domenica di pienone allo scalo romano tra arrivi e partenze, discutono animatamente, sfogliano i giornali, cercano di documentarsi e non parlano d'altro, ad eccezione della distrazione dei mondiali di calcio.

Fonte: Ansa.it

Afghanistan, muore per un infarto un tenente colonnello italiano

2 luglio 2006
HERAT - Il tenente colonnello dell'Esercito italiano, Carlo Liguori, 41 anni, è morto stamani ad Herat, in Afghanistan, per un infarto. Il fatto è avvenuto intorno alle 8 locali (le 5.30 in Italia): l'ufficiale si è sentito male mentre stava facendo la fila per la prima colazione nella sala della mensa.
E' stato subito soccorso, ma non c'è stato nulla da fare. Liguori è stato immediatamente portato all'ospedale da campo gestito da militari spagnoli, dove un'equipe medica ha cercato di rianimarlo, ma tutti i tentativi sono risultati inutili. A stroncarlo è stato un infarto fulminante.

Il tenente colonnello Liguori, originario di Gragnano, da anni risiedeva a Sabaudia (Latina), era sposato e padre di un ragazzo di 12 anni. Ufficiale superiore dell'artiglieria antiaerea, in servizio presso lo Stato maggiore dell'Esercito, in Afghanistan faceva parte di un team che si occupa di cooperazione civile-militare e progetti umanitari.

La famiglia di Liguori è stata informata dell'accaduto e subito assistita, anche da un punto di vista psicologico, dal personale dell'Esercito.

[immagine non disponibile]

Gettarono sasso da 41 kg sull'A1: due accusati di omicidio volontario

2 luglio 2006
FROSINONE - Omicidio volontario per aver lanciato un masso da un cavalcavia. Questa l'accusa che i magistrati potrebbero rivolgere già nei prossimi a due componenti di un gruppo di giovani tra i 16 e i 23 anni, coinvolti nell'agosto dello scorso anno in Ciociaria, nel lancio da un cavalcavia dell'autostrada di un masso di tufo del peso di 41 chilogrammi. Una 'bravata' che costò la vita a Natale Gioffrè, un operaio di 46 anni, di Messina, ma residente a Torino, e ferì gravemente il figlio Francesco, di 15 anni, mentre, insieme ad altri due amici, erano a bordo di una Golf e stavano andando in Calabria per trascorrere un periodo di vacanza.

L'accusa più pesante, omicidio volontario appunto, tra martedì e mercoledì prossimi, potrebbe essere rivolta dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Carlo Morra, a due del gruppo. Per gli altri potrebbe esserci o concorso nello stesso reato o altre imputazioni meno pesanti. Al magistrato, a quanto si è appreso, è arrivata sull'episodio un'informativa della polizia.

Il masso fu lanciato al chilometro 666 dell'Autosole, nel territorio di Villa Santa Lucia di Piumarola. I ragazzi coinvolti nel lancio abitano a Piumarola e a Piedimonte San Germano, un paese della stessa zona.

Fonte: Repubblica.it

Gli scienziati: i soldi non danno felicità

2 luglio 2006
Creso, re di Lidia — nell'Asia Minore — era ricchissimo. Una volta, nella sua reggia d'Egitto, ospitò Solone (che era famoso per avere visitato il mondo e per la sua saggezza). Creso gli chiese «chi è l'uomo più felice del mondo?» (pensando che potesse rispondere «Tu, mio re sei l'uomo più felice»). E Solone: «L'uomo più felice che ho conosciuto stava ad Atene, Tello, ebbe una bella famiglia, seppe godersi la vita, morì portando aiuto agli ateniesi in guerra e lo hanno sepolto lì, dove è morto, con grandi onori». Come a dire non aveva fatto niente di speciale, Tello non aveva la reggia e i tesori di Creso ma fu più felice. Però l'idea che la ricchezza vada insieme alla felicità è molto diffusa. Ma come dimostrarlo? O come dimostrare il contrario? Ci si sono messi in tanti ma certezze finora non ce n'erano. Ed ora ci ha provato la scienza con un lavoro (è su Science di questi giorni) che affronta il problema in modo un po' diverso e con grande rigore. È di ricercatori di diverse Università degli Stati Uniti, Cambridge nel Massachusetts, San Diego in California e Ann Arbor nel Michigan. Il titolo è bellissimo: «Saresti più felice se fossi più ricco?». Secondo lo studio sembra di no. Come si fa a stabilire quanto uno è felice? Il colesterolo e la pressione del sangue si misurano ed è una misura abbastanza precisa (e vale più per il colesterolo, che per la pressione) ma la misura della felicità per adesso non c'è.

Un esempio: negli ultimi 50 anni il reddito pro capite è aumentato di molto, ma il giudizio della gente sulla felicità è cambiato di poco. Insomma chiedere a qualcuno quanto è felice non è come chiedergli quanto è alto o il numero di telefono di casa. Allora questi ricercatori hanno chiesto a donne che lavoravano (più di 1.400) non se fossero felici della propria vita, ma quante volte sono state di cattivo umore nei giorni precedenti l'intervista. Poi l'hanno messo in rapporto al reddito e non hanno trovato grandi differenze tra chi aveva meno di 20.000 dollari — all'anno — rispetto a chi ne aveva più di 100.000 (e nemmeno tra chi aveva marito e chi no). Certo non può essere felice chi è davvero povero. Lo studio di Science, ha poi preso in esame alcuni lavoratori (quasi 400 che partecipavano, fra l'altro, a uno studio sulle modificazioni della pressione arteriosa) e hanno cercato di capire se ci fosse un rapporto fra stipendio e felicità. S'è visto che più soldi vuol dire più ansia, a dire il vero anche più excitement (sarebbe più eccitazione, ma il termine giusto in italiano non c'è), ma non più felicità. Non solo, più hai, più pensi di poter fare o desideri fare, ma non è che questo renda più felici. Spesso chi ha più soldi lotta per un determinato obiettivo e qualche volta lo raggiunge. Questo dà soddisfazione (non felicità) e quasi sempre a spese di un maggior impegno che genera più ansia.


E poi la soddisfazione passa, e servono altri obiettivi. Quelli che hanno più soldi, occupano il tempo in modo diverso, lavorano di più, e viaggiano di più, passano più tempo a fare spese, ma passano meno tempo a fare cose divertenti. Nonostante ciò tutti gli intervistati avevano un forte desiderio di migliorare la loro condizione economica, anche se uno guadagnava già tanto. I ricercatori l'hanno chiamato focusing illusion (come dire ci si concentra su un'illusione). Ci si illude che con più soldi si avrà più tempo per godere delle cose belle della vita, ci si divertirà di più. Non è così. Aveva ragione Freud «quello che si chiama felicità corrisponde all'improvviso appagamento di bisogni accumulati e così può esistere solo come fenomeno episodico». Non aveva dati Freud, questa era solo una sua idea come ne ebbe tante altre. Adesso i dati ci sono e assomigliano molto a quello che Freud sospettava cento anni fa.


di Giuseppe Remuzzi
Fonte: Corriere.it

Tigri siberiane, grizzly e furetti:il ritorno degli animali spariti

2 luglio 2006
ROMA - L'aquila calva, il simbolo degli Usa, non rischia più l'estinzione e sarà rimossa dall'elenco delle specie protette. La sua cugina europea, l'aquila dalla coda bianca, dalla categoria "quasi minacciata" è passata a quella "preoccupazione minore" secondo l'ultimo rapporto della Iucn, l'Unione mondiale per la natura che ha sede a Ginevra. Gli stessi panda giganti, scesi pericolosamente al di sotto della soglia di rischio dei mille esemplari, oggi sono quasi triplicati, secondo un censimento appena pubblicato dall'università di Cardiff e dall'Accademia delle scienze cinese.

Verso l'estinzione e ritorno. Se è vero che le specie a rischio, secondo la Iucn, sono oltre 16 mila sui due milioni conosciuti (ma in totale si stima che i viventi raggiungano quota 15 milioni), non mancano le storie a lieto fine. "La vicenda più bella per me - racconta Fulco Pratesi - riguarda il cavaliere d'Italia. È tornato a nidificare nella laguna di Orbetello dopo cent'anni di assenza dalla nostra penisola. Ricordo che lo avvistai per la prima volta nel 1965 mentre stavo fotografando le specie di laguna. Contattai subito il Wwf internazionale, che era nato da pochi anni, per concordare un programma di protezione, e questa iniziativa fu l'atto di nascita del Wwf italiano". Oggi la Iucn classifica questo uccello dalla livrea bianca e nera come specie "a basso rischio". In Europa vivono 65 mila coppie (4 mila in Italia).


Viaggiando in giro per il mondo, la commissione natura della Florida ha deciso di cancellare il lamantino dall'elenco degli animali a rischio. Due specie di rane arlecchino considerate scomparse sono state avvistate in una foresta della Colombia e l'okapi è riapparso in un parco del Congo dopo cinquant'anni di assenza totale. In Borneo, il 13 di giugno, un rarissimo esemplare di rinoceronte di Sumatra (con due corna) è stato fotografato per la prima volta in assoluto, mentre proprio ieri in India l'ornitologo Anwaruddin Choudhury ha annunciato di aver avvistato un esemplare di quaglia ritenuta estinta da 80 anni.


Ma sono molte le specie che sembravo a rischio e invece hanno ripopolato il nostro ambiente: dagli alligatori americani ai bisonti selvatici, dalle gru alle tigri siberiane, dai grizzly ai furetti. "Certo, molto spesso i programmi di salvataggio delle specie sono estremamente costosi" ammette Pratesi. "Ma una volta una donna chiese a un famoso scienziato: "A che serve salvare il lupo?". Lui gli rispose. "Niente, così come non serve a nulla ascoltare Mozart"". Oggi i lupi, insieme agli orsi e alle linci sono scomparsi dall'Europa e sopravvivono solo nel nostro paese. L'elemento più importante in una campagna di salvaguardia, secondo Pratesi: "La collaborazione della gente che vive nell'area da ripopolare".


di ELENA DUSI
Fonte: Repubblica.it

Stress e ansia da sms. Le nuove tecno-fobie

2 luglio 2006
Se avete sognato di essere irraggiungibili (nel senso più universale del termine, s'intende: irraggiungibili al cellulare) andate subito a giocare i numeri 75 o 80 al lotto. Ed evitate di infilarvi nello studio del vostro psicanalista chiedendo un'interpretazione freudiana o junghiana del vostro incubo. I sintomi sono quelli di una sindrome molto diffusa e nuova: si chiama stress da nuove tecnologie, ne è affetta quasi la metà del popolo italiano. E in un anno ha visto un'impennata delle fobie del 18%, sintomi di una dipendenza che ha dato vita alle più diverse forme di tecno- superstizione. Per intenderci: se il segnale del telefonino vi tormenta anche nel sonno (guai ad essere fuori rete, guai a spegnere lo scrignetto dei vostri sogni, per non parlare dell'angoscia di perderlo), probabilmente anche da svegli i vostri occhi saranno inchiodati allo schermo magico per avere la certezza di essere sempre raggiungibili. E le vostre spalle non si saranno alzate quando l'amico dell'amico vi avrà detto di non appoggiare mai il cellulare con lo schermo all'ingiù sul letto: che gli sms in arrivo annuncerebbero brutte notizie sarà anche per voi una certezza cosmica. Addio dunque malocchio e cornetti scacciaguai. Anche la superstizione, inseguendo le nostre fobie, oggi è tecnologica.

«Il sospetto è nato leggendo le email inviate al sito Internet di Fantasticamente (il programma di Radio 1), la conferma è arrivata da una ricerca che ha coinvolto 800 persone», afferma Alberto Contri amministratore delegato di RaiNet che ha promosso lo studio. Sia chiaro: «Tutto nasce da vecchie patologie che si sono adeguate all'accelerazione dei tempi». Spiega il neurologo e psichiatra Luigi de Maio, conduttore del programma: «E' che cellulari, computer e iPod sono diventati estensioni del nostro corpo». Comunichiamo quello che siamo mostrando il telefonino («un uomo davanti a una donna non porta più la mano alla cravatta»), trasmettiamo le nostre emozioni con una suoneria. Ergo: «Perdere il telefonino, con gli sms memorizzati e i numeri segreti, è un po' come perdere la nostra identità. Avere il computer in tilt è come fare i conti con la nostra anima a pezzi».


Insomma: «Da oggetti sono diventati simboli. E insieme amuleti scaramantici su cui polarizzare il bene e il male». Ma non solo: «Investiti di significati magici, si sono trasformati in una lampada di Aladino. Ecco perché la Smorfia». Tra i tecno-fobici e i tecno- scaramantici c'è Michele Cocuzza che naviga su Internet alla ricerca di foto e notizie da inviare alla figlia o agli amici: «E se nel corso della giornata non riesco a mandarne almeno una, ho l'impressione di aver lasciato qualcosa in sospeso». Caterina Balivo vive con l'incubo delle catene di Sant'Antonio ma soprattutto la «paranoia» degli sms: «Tant'è che ho sempre in borsa due cellulari. Si sa mai che uno dei due si rompa...». Patrizia Pellegrino invece confessa due piccole manie: «Spegnere sempre il cellulare di notte (le onde elettromagnetiche fanno male), quindi controllare sempre e ovunque la posta elettronica per non correre il rischio di perdere notizie importanti». Succedesse, si sa mai, forse una bella vincita al lotto potrebbe aiutare: se si sogna un'email, il numero da giocare è il 23.


Alessandra Mangiarotti
Fonte: Corriere.it

Capacità informatiche: le donne si sottovalutano

2 luglio 2006
Uomini e donne di fronte al computer: se si tratta di un campione scelto in modo casuale sembrano non esserci significative differenze di genere. Se però si bada alla capacità di autovalutazione, le donne ritengono di essere molto meno abili di quanto in realtà siano. È questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “Social Science Quarterly”, il primo teso a valutare le competenze informatiche e in particolare quelle che riguardano la navigazione in Internet, vere o presunte, di uomini e donne.



Uomini e donne di fronte al computer: se si tratta di un campione scelto in modo casuale sembrano non esserci significative differenze di genere. Se però si bada alla capacità di autovalutazione, le donne ritengono di essere molto meno abili di quanto in realtà siano. È questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista “Social Science Quarterly”, il primo teso a valutare le competenze informatiche e in particolare quelle che riguardano la navigazione in Internet, vere o presunte, di uomini e donne.

Questa minore autostima del sesso femminile è consistente con precedenti ricerche che hanno avuto come oggetto le capacità matematiche e scientifiche, secondo Eszter Hargittai ricercatrice della Northwestern University e coautrice dello studio. “Anche in quelle aree disciplinari – ha commentato – spesso ci si trova di fronte a una percezione delle proprie capacità che non hanno corrispondenza nella realtà. Per quanto riguarda il Web, la sottostima delle proprie capacità porta a limitare l’utilizzo della Rete e, in ultima istanza, a sentirsi inadeguate alle opportunità di lavoro che il mercato offre.”


© 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A.

SARS: come bloccare la riproduzione del virus responsabile

2 luglio 2006
Alla memoria di Carlo Urbani, medico italiano alle dipendenze dell'OMS e di MSF che ha dato la vita e che ha scoperto, per primo grazie alle sue grandi doti di uomo, di medico e di scenzianto, la SARS !!!!!!

All’inizio dell’estate i disturbi influenzali sembrano lontani, ma la ricerca per combatterli, specie quelli più pericolosi non può aspettare. Una buona notizia a proposito di uno dei più temibili, la sindrome respiratoria severa acuta (SARS), viene dall’Istituto Leibniz per la farmacologia molecolare (FMP) di Berlino. Anche se i maggiori timori si addensano sull’influenza aviaria, non va dimenticato che fra il novembre 2002 e il giugno 2003, la SARS colpì 8500 persone, con un bilancio di 800 morti.

I ricercatori dell'FMP sono riusciti a sintetizzare una serie di sostanze che aggrediscono un enzima – chiamato proteasi principale – che ha un ruolo vitale per il virus della SARS. Questo enzima, che taglia in sezioni più piccole le lunghe molecole proteiche prodotte dal virus grazie alla cellula ospite, ha un ruolo essenziale nella riproduzione dell’agente patogeno, ed è comune a tutti i coronavirus. Il gruppo di ricercatori diretto da Jörg Rademann ha sintetizzato una famiglia di molecole che, grazie alla somiglianza con il substrato naturale della proteasi, si lega a essa inattivandola senza essere chimicamente reattiva. Il fatto che il processo sia reversibile, sottolineano i ricercatori, è importante in vista dello sviluppo dei farmaci, dato che consente di minimizzare gli eventuali effetti collaterali. Ora si cercherà di identificare quale di questi peptidi sintetici sia il più efficace. ”Se avremo successo – ha affermato Rademann – i prossimi focolai di SARS rappresenteranno una sfida molto meno grave alla salute pubblica.”


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Sinistra Ds, stop al partito unico. per Fassino spettro della scissione

2 luglio 2006
ROMA - Un appello alla chiarezza, ma forse sarebbe più giusto dire un ultimatum. "A Fassino dico, le strade ormai sono due: o si accetta che il progetto di fusione Ds-Margherita non ce la fa con una correzione di rotta politica o si va all'approdo del Partito democratico in tempi certi", scandisce Fabio Mussi in un'affollata assemblea della sinistra ds al Teatro Quirino di Roma. O sì o no. Se è sì, però, "quel nuovo soggetto politico non potrà essere il mio, il nostro partito". E un migliaio di militanti, amministratori locali, dirigenti nazionali applaude convinto quello che è a tutti gli effetti l'annuncio di una futura scissione

La battaglia, per il momento, il correntone la farà dentro la Quercia. Tappa dopo tappa, a cominciare dal consiglio nazionale del 13 luglio, fino al congresso che le minoranze (e non solo loro, come dimostra l'uscita di Gavino Angius nei giorni scorsi) vogliono subito, il prima possibile. "È giusto che gli unici a non potersi esprimere siano gli iscritti dei Ds? - si chiede polemico Marco Fumagalli -. A noi si spiega che vengono prima il governo, poi la Finanziaria. Ma l'associazione per il Partito democratico fa già le tessere". In platea ascoltano la relazione di Mussi, due dalemiani di ferro Gianni Cuperlo e Alfredo Reichlin. Anche l'ambasciatore di Prodi Mario Barbi segue tutto il dibattito con grande attenzione. Scopre così, sulla sua pelle, quanto sia radicata, nell'area del correntone, l'opposizione netta al sogno del Professore, quanto sarà difficile arrivare al traguardo senza smarrire per strada qualche compagno e qualche pezzo di elettorato. Per dirla con il lombardo Agostino Agostinelli il nuovo soggetto ricorda "Frankestein, una creatura nata senza il principio di precauzione".
Difficile tornare indietro rispetto a posizioni simili.


Il correntone punta tutto sul richiamo al socialismo europeo, sull'evocazione della parola "sinistra" che non deve sparire dal panorama politico e non deve essere annacquata in un'operazione che viene considerata moderata. E non bastano i richiami al Pse fatti dal segretario Fassino. "Se solleviamo la questione dell'identità socialista non ci sentiamo affatto retrogradi", spiega Mussi. E qui si vede quanto le carte si siano mischiate. Da ulivista convinto, il ministro della Ricerca aveva avversato lo sforzo per la Cosa 2 dalemiana incentrata sulla nascita (sul tentativo, per meglio dire) di un grande partito socialista. Ora la situazione è ribaltata. Ma non c'è da stupirsi. Il tema dell'identità ha grande presa, attraversa il mondo diessino, il mondo sindacale vicino alla Quercia. Dal palco prendono la parola l'esponente della maggioranza Walter Tocci e il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi. Con accenti diversi, naturalmente, ma con lo stesso segno di attenzione per i dubbi che emergono da questa corrente.


Lo sbocco prefigurato da Mussi, nel caso di una rottura vera e propria dentro il partito, è ancora allo stato embrionale. Sarà un percorso graduale e il correntone non esclude di avere alla fine ragione, quando il partito democratico non nascerà. "Fassino ci aveva chiesto di entrare nella segreteria del partito. Abbiamo risposto: no grazie", rivela Mussi. Faranno un'altra strada, gli oppositori del partito democratico. "Penso a un manifesto per un progetto di sinistra italiana - dice capo della minoranza -. E daremo vita a una fondazione". Con un'avvertenza: "E ovviamente non ci fermeremo allo stadio culturale".


di GOFFREDO DE MARCHIS
Fonte: Corriere.it

Be Equal

1 luglio 2006

Oggi le nazioni europee sono divenute, anche se in misura diversa, multietniche. Uomini, donne e bambini provenienti dai paesi del Mediterraneo, dall’Est europeo, dall’Estremo Oriente e dall’America Latina vivono e lavorano in tutte l’area dell’UE. 

Anche se l’integrazione è un dato di fatto, permangono fenomeni di razzismo, e più spesso di xenofobia, spesso dovuti a scarsa conoscenza di culture e tradizioni anche molto diverse. Per questo L’Unione Europea ha lanciato un’iniziativa per rimuovere gli ostacoli alla conoscenza reciproca ed eliminare il pregiudizio.

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L’invito è stato raccolto dal Ministero delle Politiche Sociali italiano che avviato una serie di iniziative. Iniziative che vedono coinvolta i suoi partner sotto il logo Be equal. Tra queste vi è un progetto unico nel suo genere, battezzato Medicina senza Frontiere.

Si tratta di un sistema di aiuto per il medico che deve visitare cittadini stranieri, che consente di raccogliere la storia clinica del paziente, di rivolgergli i quesiti più adeguati per determinare la presenza di eventuali sintomi (esame obiettivo), ma anche di stampare schede pratiche dedicate ai disturbi più comuni, così da fornire indicazioni precise direttamente nella lingua parlata dal paziente. Medicina Senza Frontiere opera le traduzioni sia in forma audio si in forma scritta in arabo, francese, inglese, russo e spagnolo. Il sistema fornisce anche indicazioni epidemiologiche sulle malattie infettive più diffuse nei cinque continenti, sulla base dei rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e sui consumi alimentari delle diverse popolazioni, sulla base dei dati della FAO.

Nello spirito dell’iniziativa Be equal, il sistema Medicina Senza Frontiere è stato reso accessibile a tutti gli utenti della rete attraverso un sito web e può essere usato direttamente senza necessità di installare software particolare: tutto quel che serve è un PC dotato di scheda audio e diffusori. 

Un’iniziativa che vuole contribuire a rendere più semplice a tutti i cittadini immigrati l’accesso al servizio più prezioso, la tutela della salute, e rendere più semplice ed efficace l’azione del medico.



Due ruote per salire nel cielo delle Dolimiti

1 luglio 2006
CORVARA - La prima volta, vent’anni fa, corsero in 166. Oggi gli organizzatori hanno imposto il numero chiuso a quota 8.500 concorrenti. «Ma le richieste sono state molte, molte di più. Oltre 20.000. Abbiamo dovuto rifiutarle per non ingolfare le valli e mantenere lo standard che tradizionalmente qualifica la manifestazione», spiega il portavoce dell’organizzazione, Christian Pizzinini, trentasettenne rampollo di una nota famiglia di albergatori di La Villa che ben conosce il segreto del turismo tra queste valli: prezzi alti, ma qualità il più possibile garantita.

UNA MARATONA TRA I PASSI DOLOMITICI - Formula vincente, nonostante i 55 euro per l’iscrizione. Lo dimostrano i fatti. Negli ultimi 10 anni questa cavalcata su due ruote dei più noti passi dolomitici è diventata la maratona di New York della bicicletta, la regina indiscussa delle gran fondo. Un evento famoso, raccontato dai massimi media sportivi nel mondo. Tra le iniziative in parallelo, quest’anno è anche anche presente la sorella minore del Dalai Lama, Jetsum Pema, che in una conferenza stampa denuncia tra l’alltro l’apertura della ferrovia cinese da Pechino al Tibet. Cambia il numero dei partecipanti, ma non il percorso: nella sua versione integrale la “Maratona dles Dolomites” è lunga 138 chilometri per 4.190 metri di dislivello. Un “must”, un evento cui non mancare se ami pedalare in paesaggi da mozzafiato, per una volta senza automobili (il traffico sarà chiuso quasi tutta la giornata a partire dalle cinque di mattina), e in compagnia di tanti altri innamorati della bicicletta.


LA PASSIONE - Pochissimi corrono per vincere. Qualcuno è in costante sfida con se stesso e troverà pane per i suoi denti sulle salite a ripetizione. Ma i più ci sono per esserci, per godere dello sforzo fisico in mezzo alla natura. Quest’anno National Geographic vi dedicherà un numero speciale. La Rai la segue in diretta. E ci sarà anche Romano Prodi. Già tre anni fa corse la versione “corta”: 55 chilometri per 1.780 metri di dislivello. Impiegò 3 ore e 36 minuti. Farà meglio ora? Tanti come lui guardano in alto il cielo perfetto. Tre giorni fa sulle Dolomiti sembrava tornato l’inverno.


LA NEVE E IL SOLE - Spruzzate di neve sulle cime del Sella e sul Piz Boè, sette gradi a duemila metri, cascate d’acqua lungo le strade. Ma adesso è tornato il sole e un azzurro pulito, immacolato. Il nemico piuttosto rischia di essere il caldo. Oggi li vedi già i concorrenti a provare magliette leggere e occhiali da sole. Ci si attrezza come si può contro le variazioni del tempo, nel pomeriggio potrebbero arrivare temporali. E lo senti in tante lingue tra i ciclisti che provano l’ultimo allenamento. Metà sono italiani. Ma gli altri 4.250 vengono da 37 Paesi diversi. I tedeschi fanno la parte del leone: 2.527 iscritti. Seguono 913 olandesi (una fuga dai loro paesaggi piatti?); 208 austriaci; 149 belgi; 122 inglesi; 104 svizzeri; 90 solveni; 83 statunitensi; 77 francesi. Le 811 donne partono assieme da una griglia tutta per loro.


IL PERCORSO - Ma guardiamolo più da vicino il percorso della “Maratona dles Dolomites”. Partenza alle 6,15 da La Villa, nel cuore della Val Badia. Il primo passo, Campolongo, è anche il più dolce. Una sorta di avvio fatto per guadagnare qualche chilometro senza sudare troppo e dare fiducia. Ma non ci si faccia illusioni. Seguono i pendii del Pordoi, poi passo Sella e subito dopo passo Gardena prima della discesa per il secondo passaggio di Corvara. Ancora il passo di Campolongo, ma subito dopo questa volta si gira a destra verso il Colle Santa Lucia, che precede la rampa mozzafiato del passo di Giau. Qui è il vero banco di prova, con già 100 chilometri di salite nelle gambe. Se passi sei praticamente certo di finire. I ritirati, a parte guai meccanici, in genere li trovi qui. Conviene approfittare dei posti ristoro, senza strafare con torte e dolci. C’è chi, specie tra i tedeschi, a questo punto se ne fa un baffo dei cancelli imposti per rispettare il tempo massimo: 9 ore e 45 minuti per l’arrivo. Non gli importa nulla di ricevere la medaglia finale, preferisce prendersela con comodo e arrivare più fresco alla fine. Ma se si intende restare nella gara, allora meglio affrettarsi, prima in discesa, poi in salita verso il Falzarego. E’ l’ultima fatica. Però capita spesso, dopo sei, sette ore di pedalata, di trovare gente completamente “cotta” sulle salitine finali verso Corvara.


Lorenzo Cremonesi
Fonte: Corriere.it

01 luglio 2006

"Viktor Yushenko ha la lebbra!"

1 luglio 2006
"Viktor Yushenko ha ha una forma molto contagiosa di lebbra": in Russia un professore di medicina, Igor Gundarov, sta avendo in questi giorni il suo quarto d'ora di fama grazie ad una sensazionale diagnosi che a suo dire risolve il mistero sul perchè il presidente ucraino abbia da più di un anno e mezzo il volto orribilmente deturpato. "Soltanto la lebbra deforma così la faccia di un uomo", sostiene il prof. Gundarov, che a detta dei mass-media moscoviti è membro della prestigiosa accademia russa delle scienze mediche ed è un'autorità nel campo delle malattie tropicali.
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Era ora delle Riforme!!

1 luglio 2006
Era ora che la Sinistra iniziasse a fare riforme degne di questo nome!!

Finalmente ha imparato la lezione, ha capito che nel 2001 perse perche' non aveva fatto nei 5 anni precedenti, una serie di riforme di cui il Paese aveva bisogno e che ci si aspettava da un governo di Sinistra!!

Cosi' come e' stato in Spagna da Zapatero, anche la Sinistra italiana s'e' resa conto della cosa ... meno male, dico io!!


D'altra parte, c'e' anche da dire, che seppur hanno dimostrato, in prima istanza, di non aver paura di sfidre le lebby .... nessuna delle categorie che hanno messo in "discussione" sono "interne" alla Maggioranza ... insomma, come diceva l'articolo di fondo sul Corriere della Sera di oggi, i problemi li hanno solo rinviati ... ma prima o poi dovranno venire al pettine!



Cosi' come sono sempre piu' convinto del mio esser Soclialista ... in quanto si dimostra, sempre piu' (cosi' come e' stato in passato) la vera forza riformatrice del Paese, una forza laica e liberale, che sa davvero (cosa piu' unica che rara) in che direzione deve andare l'Italia ... puo' essere condivisibile o meno ... ma almeno lei lo sa !!!